Destinazioni ostinate e contrarie…!!!…

Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 18.00, nella Sala Esposizioni Fornace Falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli (SA), nell’ambito della Rassegna d’arte “MATERIE 12“, Norberto Tedesco espone. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00, dal 21 febbraio al 20 marzo.

Un artista percorre il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere, della sua anima, percorre il suo cammino attraversando la società e i tempi in cui vive, attraversando il mondo coglie frammenti di quotidianità e li trasforma in opere d’arte che poi verranno proposte al fruitore finale con l’intento e la speranza che possa stimolare curiosità e desiderio di approfondimento.

Ho tenuto la mia ultima personale nel 2018, otto anni fa, non sono pochi ma non sono nemmeno tanti, una personale non è semplicemente esporre un tot di opere in “uno spazio a te riservato”, in una personale bisogna avere qualcosa da dire, le opere vanno selezionate con criterio tra le tante eseguite negli anni, e anche il dove deve avere la stessa cura nella scelta. In questo lasso di tempo ho partecipato a collettive, creato e pubblicizzate molte opere, ho partecipato a concorsi e bandi in giro per il mondo, ho raccolto spunti di riflessioni, mi sono indignato per ciò che succede nel mondo e vicino a noi (e purtroppo per tutti noi è capitato fin troppe volte) e da questa indignazione sono nate molte opere, ho coltivato altro amore e quest’amore è il carburante che mi dà la forza e la voglia di andare avanti, di continuare a sperare in me, nelle persone a me molto vicine e in quella che penso sia la fetta più grossa dell’umanità, e anche da quest’amore e da questa speranza sono nate molte opere, c’è una costante che contraddistingue il mio cammino ed è che ad ogni passo, ad ogni indignazione, ad ogni dolore, ad ogni speranza e anche ad ogni atto d’amore la mia determinazione non ha mai vacillato anzi si è rafforzata e si rafforza sempre di più e vado dritto senza esitazioni e tentennamenti nella volontà di cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti, piccoli gesti che se vengono compiuti da milioni di persone provocheranno quella famosa tempesta originata dal battito di ali di una farfalla.

E dopo otto anni ci sarà la mia prossima personale dal titolo “Destinazioni ostinate e contrarie” composta da 18 opere (8 già esposte in altre occasioni e 10 inedite) crete dal 2012 ad oggi per condividere con voi il mio punto di vista e la mia speranza sul mondo e sul futuro, i frutti di quanto scritto in precedenza, 18 opere nate dal mio sguardo sul mondo, di fatto le opere sono 18 più una, perché questa volta più di altre volte le opere andranno lette da sinistra a destra perché in quest’ordine si articola e snoda il percorso visivo che porterà alla riflessione finale, lette al contrario o in modo misto darebbero diverse riflessioni (che sarebbero comunque riflessioni), lo sguardo d’insieme di tutte le opere sarà di fatto un collage di opere che su questa parete compone la diciannovesima opera. Come sempre non darò descrizioni dettagliate dell’insieme e delle singole opere, sono dell’idea che troppe descrizioni e troppe indicazioni tolgono a chi guarda il Se nell’opera e nel racconto e ciò gli farebbe osservare il mio racconto senza che la propria voce interiore possa creare il racconto che pone chiunque osserva in quelle “riflessioni”, ovviamente per chi vorrà il mio racconto ci sarà, ma solo dopo aver visto per la prima volta le opere da soli il secondo passaggio averrà con me come Cicerone di me stesso e del mio sguardo sul mondo. Percorrete con me questo cammino di indignazioni per i mali del mondo e della determinazione necessaria a combattere il male. Essendo anche un “racconto” di una parte della mia vita contiene anche un paio di “auto ritratti” con citazione.

“L’arte è la parte esterna dell’anima, l’appendice di un corpo che ciba gli occhi, una sorta di porta fra realtà e immaginazione”

UTOPIA…

Dal vocabolario

utopia


utopìa s. f. [dal nome fittizio di un paese ideale, coniato da Tommaso Moro nel suo famoso libro Libellus … de optimo reipublicae statu deque nova Insula Utopia (1516), con le voci greche οὐ «non» e τόπος «luogo»; quindi «luogo che non esiste»]. – 1. Formulazione di un assetto politico, sociale, religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come ideale e come modello; il termine è talvolta assunto con valore fortemente limitativo (modello non realizzabile, astratto), altre volte invece se ne sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacità di orientare forme di rinnovamento sociale (in questo senso utopia è stata contrapposta a ideologia). 2. estens. Ideale, speranza, progetto, aspirazione che non può avere attuazione: la perfetta uguaglianza fra gli uomini è un’u.la pace universale è sempre stata considerata un’u.queste sono utopie!

In un mondo in cui una grossissima fetta della politica è serva e adoratrice del potere e del danaro è diventato impossibile sperare che siano i “potenti” del mondo (salvo le dovute eccezioni) coloro che trovino la soluzione ai mali che affliggono l’umanità, anzi è fin troppo evidente che nella maggioranza dei casi ne sono gli artefici quindi salvo che non vogliamo essere solo passeggeri di un mondo che viaggia verso la fine abbiamo il dovere civile e morale di far sentire la nostra voce.   Quello che oggi voglio proporre può essere considerato solamente un’utopia, ma gli avvenimenti attuali fanno intendere che è ormai arrivato il momento che la parte buona degli abitanti del mondo facciano corpo comune affinché le utopie diventino realtà.

E’ fin troppo evidente che gli ORGANISMI INTERNAZIONALI creati per la tutela dei diritti dell’umanità e della pace ed eguaglianza mondiale hanno fallito, è fin troppo evidente che soprattutto O.N.U. e Corte Penale Internazionale non riescono ad essere efficaci e determinanti per l’enorme CONFLITTO D’INTERESSI di alcuni stati che ne sono membri.

E’ assolutamente inaccettabile che malgrado le ferme condanne di questi organismi chi è oggetto di tali condanne possa continuare indisturbato nelle azioni che ne hanno determinato tali condanne grazie a “potenti” complici e conniventi, se non si agisce contro le complicità e le connivenze di altri stati è alquanto inutile che la Corte Penale Internazionale emetta condanne e mandati d’arresto che grazie a quelle complicità non troveranno mai attuazione, ed è altrettanto inutile che l’Organizzazione delle Nazioni Unite “condanni” il mostro di turno senza agire contro i suoi complici e sostenitori soprattutto se tra questi complici c’è chi può esercitare il diritto di veto.

Con questa petizione;

Chiediamo alla Corte penale internazionale di giudicare e condannare anche il presidente israeliano Isaac Herzog e di giudicare i governanti degli stati complici di Benjamin Netanyahu e dei suoi crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimine di aggressione e di gravissime violazioni del diritto internazionale umanitario e del GENOCIDIO che sta attuando.

Inoltre;

Chiediamo all’organizzazione delle nazioni unite ONU di emettere sanzioni contro i suddetti stati come fatto con altre nazioni. 

Chiediamo all’organizzazione delle nazioni unite ONU e ad altri ORGANISMI INTERNAZIONALI di creare un PROTETTORATO INTERNAZIONALE per i bambini palestinesi e avviare attraverso la Croce Rossa internazionale e Organizzazioni Non Governative umanitarie l’allontanamento temporaneo dalla Palestina di tutti i bambini per la loro protezione e collocarli presso famiglie ospitanti in paesi ospitanti, tra cui l’Italia, per poi riportarli in patria quando non rischieranno più la vita, che il mondo diventi Palestina per salvare i palestinesi.

Chiediamo all’organizzazione delle nazioni unite ONU (o a chi ha il potere di farlo) di abolire il fin troppo vetusto e poco democratico diritto di veto con cui si depotenzia la vera democrazia e il potere di voto di maggioranza con cui si sarebbe veramente efficaci nelle questioni mondiali, nel 2025 è ASSOLUTAMENTE INAMMISIBILE che solo 5 nazioni che spesso hanno conflitti d’interesse nelle questioni su cui sono chiamate ad esprimersi tengano in mano le sorti del mondo e di tutta l’umanità.

Chiediamo alle nazioni che non si riconoscono nell’attuale visione del mondo a guida quasi unica di fare pressioni presso l’ONU affinché si allarghi il numero degli stati membri (quindici è un numero irrisorio per la complessità del mondo contemporaneo) a tutti gli stati del mondo, che venga ABOLITO il diritto di veto e laddove tutto ciò non avvenisse di creare a loro volta un ORGANISMO INTERNAZIONALE che contenga tutti gli stati del mondo, ORGANISMO degno della missione che l’attualità richiede.

E’ necessario agire affinché l’umanità percorra una via priva di violenze e uccisioni, una via di empatia e uguaglianza tra i popoli, e non si può aspettare oltre, il mondo che consegneremo ai bambini di oggi dovrà essere meno lercio di quello di oggi ed è compito di ognuno di noi agire affinché queste UTOPIE possano realizzarsi.

Il link alla petizione:

https://www.change.org/UTOPIA_Che_il_mondo_diventi_Palestina_per_salvare_la_Palestina

Umanità…???

Cit: “Forse abbiamo sopravvalutato l’umanità. Da che siamo su questo mondo facciamo guerre, distruggiamo città e ponti, uccidiamo bambini. Perché li mettiamo al mondo per poi farli soffrire, per ferirli, violentarli, costringerli a lasciare case e famiglie? Guardo la televisione o lo schermo del mio computer e vedo bambini nel sotterraneo di un ospedale, piangono all’urlo delle sirene, toccano il volto di un padre attraverso il finestrino di un treno che li sta dividendo. Non lo rivedranno, non ci saranno altri Natali come quelli scorsi. Perché? E’ più importante un gasdotto, un pezzo di terra? Non c’è solo un tiranno arrogante e paranoico che attira proseliti eccitati, ci sono anche i tanti adulti neutrali che preferiscono l’indifferenza, la difesa del proprio privilegio alla salvezza dei bambini scolpiti dal terrore.

Forse quelli della mia generazione pensavano che non sarebbe accaduto ancora,, invece è più forte di noi: una parte dell’umanità è attratta dalla malvagità. Recentemente un intellettuale ha affermato che un bambino può essere felice anche in una dittatura… chissà se l’avesse potuto ascoltare Maria Montessori.

La parte distruttiva dell’uomo è il sintomo di un cinismo scellerato che si ripete come uno stupido metronomo. I nostri nonni avevano appena superato la <<Spagnola>> e presto tuonarono i cannoni di una nuova guerra globale; ora siamo passati da una pandemia a un conflitto devastante con una facilità che lascia senza parole. E i bambini sono l’emblema dell’assoluta indifferenza di molti adulti nei confronti della vita. La guerra è l’ennesima sconfitta dell’intelligenza umana: uccidere, mutilare, costringere a emigrare significa che l’odio ha, ancora una volta, vinto sulla sensibilità. I bambini ci guardano e chiedono perché. – Paolo Crepet”