Nasco a Davos Platz (CH) il 10 gennaio 1966 ma dall’età di sei anni vivo in Italia a Giffoni Valle Piana, dove esercito la mia attività artistica. Mosso da stimoli artistici fin da giovanissimo, ho proiettato i miei studi verso di essi, fino ad arrivare a Roma per frequentare l’Accademia delle Belle Arti. Ho partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ho, inoltre preso parte a diversi Premi d’Arte, riscontrando plausi e apprezzamenti dalla critica, dal mercato e da importanti personalità, per la compiutezza e, soprattutto, per le tematiche sociali che le mie opere affrontano. Curioso ed eclettico d’animo, mi sono affacciato su diversi bacini di pensiero, avvicinandomi a stili e tecniche spesso in contrasto fra loro. Ma è nel figurativo che il mio spirito si appaga maggiormente; lo affronto sia in pittura, sia nella fotografia, nella progettazione grafica, e nella realizzazione di collage e décollage. Le mie opere sono destinate sia ad un pubblico “colto” che alla “gente comune” perché il mio intento è comunicare sensazioni e stati d’animo lasciando libera la chiave interpretativa e la collocazione stilistica. Negli anni l’evoluzione artistica mi ha avvicinato al decollage, lavoro principalmente su foto di mia realizzazione fatte a me stesso, ad amici e parenti che uso come base di partenza, oppure da immagini prese dal web, successivamente elaborate in computer grafica e successivamente stampate per la realizzazione finale.
Partendo dalle immagini ottenute, si procede alla realizzazione del decollage, con gli anni al decollage ho affiancato quello che io chiamo collage/decollagematerico realizzo le opere usando come “tavolozza” i colori ricavati dallo strappo di pagine di riviste, in alcuni casi diventa anche collage/decollagematerico scultoreo quando questo tipo di realizzazione la uso creando opere in 3d. Pe un’esigenza comunicativa continua e veloce negli anni ho affiancato all’attività in studio l’attività al computer per la creazione di collage/decollage digitali usati per l’Arte digitale. Come detto dal prof. Sgarbi sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, creo opere-denuncia, frutto delle mie riflessioni nei confronti di una società che troppo spesso opprime, censura, denigra il passato e avvilisce ogni speranza, sono, però, un ottimista, credo nel prossimo, nel futuro e nella libertà di scelta, e vi invito a fare altrettanto, ripartendo dai valori più puri.
Per far sì che l’ARTE potesse essere anche un momento di riflessione e di aiuto al prossimo ho fondato e sono presidente di una associazione artistica pro infanzia con la quale promuoviamo e facciamo arte nel nostro territorio e gli eventuali profitti derivanti da queste attività vanno in beneficenza all’infanzia in difficoltà.
L’Arte non è il mio mezzo di sostentamento, ma insieme a mia nipote, la mia CUORICINA i miei figli e la mia famiglia sono la mia ragione di vita.
Norberto Tedesco
Presso il Cilento Outlet Village, nell’ambito della Rassegna d’arte “Materie 12”,
“L’arte è la parte esterna dell’anima, l’appendice di un corpo che ciba gli occhi, una sorta di porta fra realtà e immaginazione”. Queste le ragioni estetiche di Norberto Tedesco, che oggi inaugurerà una mostra, nella Sala Esposizioni Fornace falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli, nell’ambito della Rassegna d’arte “Materie 12”. “Un artista percorre il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere – rivela l’artista nel presentare la personale – della sua anima, percorre il suo cammino attraversando la società e i tempi in cui vive, attraversando il mondo coglie frammenti di quotidianità e li trasforma in opere d’arte che poi verranno proposte al fruitore finale con l’intento e la speranza che possa stimolare curiosità e desiderio di approfondimento”. La mostra che presenterà diciotto opere dell’artista svizzero, stabilitosi a Giffoni Valle Piana, noto per essere stato presentato da Vittorio Sgarbi alla prestigiosa Biennale di Palermo. Tedesco, artista figurativo esporrà all’interno della galleria le sue creazioni nate dall’incursione nel collage e nel decollage, richiamando chiaramente le influenze di Rotella e Hains. In questa esposizione, l’artista utilizza simboli che richiamano sia il contesto urbano che quello familiare, adottando un approccio che avvicina l’arte alla realtà quotidiana e ne favorisce la contaminazione. La sua ricerca si focalizza sulla rielaborazione del poster, che funge sia da punto di partenza per esplorare aspetti materici – analizzando il contatto tra l’immagine e la superficie della tela – sia come elemento per la costruzione di un’immagine astratta e come studio delle forme sul retro del manifesto stesso. La sua tecnica predilige gesti, piuttosto che pennellate, e frammenti di carta lacerata invece di colori, offrendo un metodo diretto di confronto con il mondo e un’interpretazione delle impressioni reali trasfigurate in chiave negativa, in netta rottura con il modello degli espressionisti astratti. L’artista si configura come un ricevitore: la società imprime in lui le proprie immagini e valori, mentre egli si lascia attraversare dall’arte stessa, senza più definire con precisione le forme, ma concentrandosi sui vettori e sulle possibilità di combinazione. Questo approccio evidenzia il suo ruolo di operatore capace di trasformare un prodotto mediatico in un’opera d’arte autentica. Norberto Tedesco sceglie con cura i soggetti rappresentati, guidato da un gusto preciso per le modalità cromatiche, la qualità degli oggetti e il significato dei messaggi veicolati. La mostra offrirà un’ampia analisi sull’utilizzo e il trattamento delle immagini strappate, dalla fase di distacco a quella di ricomposizione, con l’obbiettivo di proporre immagini dotate di una forte identità interna. Questa metodologia genera la costruzione di un sogno irraggiungibile e di una bellezza difficile da raggiungere. Come Rotella, Tedesco non trasforma queste immagini in strumenti critici, ma le seleziona, preleva frammenti e li presenta su diversi supporti, creando opere che sono sia rivelazioni sia strumenti di smascheramento della realtà. Tedesco si mostra consapevole dei mutamenti sociali in corso e del potere delle immagini e della creatività che esse possiedono. Si configura così come espressione di un “radicamento nella coscienza realistica moderna” attraverso un’iconografia originale, capace di inserirsi in un contesto tradizionale senza rinunciare allo spirito innovativo e alla rivoluzione visiva che questa prospettiva rappresenta. “Come sempre non darò descrizione dettagliate dell’insieme e delle singole opere – continua l’artista – sono dell’idea che troppe descrizioni e troppe indicazioni tolgono a chi guarda il Se nell’opera e nel racconto e ciò gli farebbe osservare il mio racconto senza che la propria voce interiore possa creare il racconto che pone chiunque osserva in quelle “riflessioni”, ovviamente per chi vorrà il mio racconto ci sarà, ma solo dopo aver visto per la prima volta le opere da soli il secondo passaggio averrà con me come Cicerone di me stesso e del mio sguardo sul mondo. Percorrete con me questo cammino di indignazioni per i mali del mondo e della determinazione necessaria a combattere il male. Essendo anche un “racconto” di una parte della mia vita contiene un paio di “auto ritratti” con citazione”.
Dott.ssa Olga Chieffi
Le Cronache 21 febbraio 2026
“Materie12”, Tedesco al Cilento Outlet. Tutto pronto per l’inaugurazione, sabato alle 18 nella Sala delle Esposizioni Fornace Falcone presso Cilento Outlet Village Eboli, della mostra di Norberto Tedesco dal titolo “Destinazioni Ostinate e Contrarie”. L’esposizione che avrà come cicerone l’autore stesso e ed il suo sguardo sul mondo, sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 20 fino al prossimo 20 marzo. Tedesco si cimenta così in una personale su “Destinazioni ostinate e contrarie”. Composta da 18 opere (8 già esposte in altre occasioni e 10 inedite) create dal 2012 ad oggi per condividere il suo punto di vista, l’artista percorrerà il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere, della sua anima. “in una personale bisogna avere qualcosa da dire – evidenzia Norberto Tedesco – In questi anni ho partecipato a collettive, ho raccolto spunti, mi sono indignato per ciò che succede nel mondo e vicino a noi e da questa indignazione sono nate molte opere. Ho coltivato un amore che è il carburante che mi dà la forza di andare avanti, di continuare a sperare”. Una costante contraddistingue il suo cammino: ovvero che ad ogni passo, ad ogni indignazione, la sua determinazione si è rafforzata nella volontà di cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti concreti che se vengono compiuti da milioni di persone provocheranno quella famosa tempesta originata dal battito di ali di una farfalla.
Dott.ssa Lara Adinolfi
Il Mattino 20 febbraio 2026
DESTINAZIONI OSTINATE E CONTRARIE: IL RITORNO DI NORBERTO TEDESCO CON UNA PERSONALE
A Giffoni Valle Piana la nuova mostra dell’artista: 18 opere tra indignazione e speranza, in un percorso visivo che diventa racconto di vita e sguardo sul mondo.
Ci sono artisti che attraversano il mondo osservandolo, e altri che lo attraversano trasformandolo.
Norberto Tedesco appartiene a entrambe le categorie: il suo sguardo raccoglie frammenti di quotidianità, indignazioni e speranze, per restituirli in forma visiva come opere-racconto, capaci di interrogare chi le guarda.
Dopo otto anni dall’ultima personale, l’artista torna con “Destinazioni ostinate e contrarie”, una mostra composta da 18 opere realizzate tra il 2012 e oggi, di cui dieci inedite.
Un ritorno atteso, che non è solo espositivo ma esistenziale: «una personale – spiega – non è semplicemente esporre opere, ma avere qualcosa da dire».In questi anni Tedesco ha continuato a lavorare tra collettive, concorsi internazionali e sperimentazioni tecniche, lasciando maturare una ricerca che nasce da due forze complementari:
l’indignazione per i mali del mondo e l’amore come energia creativa.
È da questa tensione che prende forma il progetto: un percorso visivo da leggere da sinistra a destra, come una narrazione continua che culmina in una riflessione finale.
Le opere, affiancate sulla parete, compongono infatti una sorta di “diciannovesima opera” collettiva, un collage di senso che emerge solo dallo sguardo d’insieme.
Coerente con la sua visione, l’artista sceglie di non fornire spiegazioni dettagliate:
prima lo spettatore deve incontrare l’opera in autonomia, poi – se lo desidera – potrà ascoltare il racconto dell’autore, «Cicerone di me stesso e del mio sguardo sul mondo».Un linguaggio tra figurazione, décollage e digitale
Nato a Davos Platz nel 1966 e cresciuto a Giffoni Valle Piana, Norberto Tedesco si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma.
La sua ricerca si sviluppa tra figurazione, fotografia, grafica, collage e décollage, con una progressiva evoluzione verso tecniche materiche e digitali.
Le opere nascono spesso da fotografie scattate dall’artista stesso – a sé, ad amici, a familiari – poi elaborate al computer e trasformate in composizioni stratificate, dove strappo, sovrapposizione e materia diventano linguaggio.
In alcuni lavori il collage assume dimensione tridimensionale, sfociando in installazioni scultoree.
Critici e osservatori hanno collocato il suo percorso nella tradizione del décollage europeo, sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, ma con una forte componente etica:
opere-denuncia che riflettono su una società che opprime e censura, ma senza rinunciare a una visione ottimista dell’uomo.Arte come determinazione
Il filo rosso della mostra è la perseveranza.
Per Tedesco, ogni indignazione, dolore o atto d’amore diventa materia creativa e rafforza la volontà di «cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti».
Un’idea sintetizzata nella metafora della farfalla:
azioni minime, moltiplicate da molti, possono generare tempeste di cambiamento.
“Destinazioni ostinate e contrarie” diventa così non solo titolo, ma dichiarazione di poetica:
la scelta di procedere senza esitazioni, controcorrente, nella fiducia nell’umanità e nel futuro.
Come scrive lo stesso artista:
«L’arte è la parte esterna dell’anima, una porta fra realtà e immaginazione».
Una porta che, con questa personale, torna ad aprirsi dopo anni di silenzio espositivo – ma di intensa vita creativa.
Redazione UNICO SETTIMANALE
18 febbraio 2026
“Destinazioni ostinate e contrarie”: Norberto Tedesco in mostra alla Sala delle Esposizioni Fornace Falcone
L’arte come impegno civile al Cilento Outlet Village
Si intitola “Destinazioni ostinate e contrarie” la nuova mostra personale dell’artista Norberto Tedesco, attesissimo appuntamento inserito nel prestigioso ciclo di eventi d’arte contemporanea MATERIE12. L’inaugurazione si terrà sabato 21 febbraio alle ore 18:00 presso la Sala delle Esposizioni della Fornace Falcone, situata all’interno del Cilento Outlet Village di Eboli.
L’esposizione rappresenta un ritorno importante per l’artista e sarà fruibile gratuitamente tutti i giorni, dalle 10:00 alle 20:00, fino al 20 marzo. Un’occasione unica per immergersi nella poetica di Tedesco, che unisce tecnica raffinata a una profonda indagine sociale.
Il ritorno dopo otto anni: l’arte come necessità
Questa personale segna un momento cruciale nel percorso di Tedesco, che torna ad esporre in solitaria dopo un lungo periodo di ricerca e maturazione. Non si tratta di una semplice esibizione, ma dell’urgenza di comunicare un messaggio preciso.
Come spiega lo stesso artista: «Un artista percorre il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere, della sua anima, percorre il suo cammino attraversando la società e i tempi in cui vive, attraversando il mondo coglie frammenti di quotidianità e li trasforma in opere d’arte che poi verranno proposte al fruitore finale con l’intento e la speranza che possa stimolare curiosità e desiderio di approfondimento».
Riflettendo sul lasso di tempo trascorso dalla sua ultima apparizione individuale, Tedesco aggiunge: «Ho tenuto la mia ultima personale nel 2018, otto anni fa, non sono pochi ma non sono nemmeno tanti, una personale non è semplicemente esporre un tot di opere in “uno spazio a te riservato”, in una personale bisogna avere qualcosa da dire, le opere vanno selezionate con criterio tra le tante eseguite negli anni, e anche il dove deve avere la stessa cura nella scelta».
Tra indignazione e speranza: la genesi delle opere
Gli anni di assenza dalle personali non sono stati anni di silenzio, ma di fervente attività, concorsi internazionali e, soprattutto, di osservazione critica della realtà. Le opere in mostra nascono da un sentimento duplice: la rabbia per le ingiustizie e la forza dell’amore.
«In questo lasso di tempo ho partecipato a collettive, creato e pubblicizzate molte opere» racconta Tedesco. «Ho raccolto spunti di riflessioni, mi sono indignato per ciò che succede nel mondo e vicino a noi (e purtroppo per tutti noi è capitato fin troppe volte) e da questa indignazione sono nate molte opere, ho coltivato altro amore e quest’amore è il carburante che mi dà la forza e la voglia di andare avanti».
L’artista sottolinea la sua incrollabile determinazione: «C’è una costante che contraddistingue il mio cammino ed è che ad ogni passo, ad ogni indignazione, ad ogni dolore, ad ogni speranza e anche ad ogni atto d’amore la mia determinazione non ha mai vacillato anzi si è rafforzata […] vado dritto senza esitazioni e tentennamenti nella volontà di cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti, piccoli gesti che se vengono compiuti da milioni di persone provocheranno quella famosa tempesta originata dal battito di ali di una farfalla».
Un percorso visivo inedito: 18 opere più una
“Destinazioni ostinate e contrarie” propone una selezione curata di 18 lavori, realizzati tra il 2012 e oggi, di cui 10 assolutamente inediti. L’allestimento è stato pensato per guidare il visitatore in una narrazione specifica, quasi cinematografica.
«Di fatto le opere sono 18 più una» chiarisce l’artista, «perché questa volta più di altre volte le opere andranno lette da sinistra a destra perché in quest’ordine si articola e snoda il percorso visivo che porterà alla riflessione finale […] lo sguardo d’insieme di tutte le opere sarà di fatto un collage di opere che su questa parete compone la diciannovesima opera».
Tedesco invita il pubblico a un approccio intimo, privo di sovrastrutture didascaliche iniziali: «Come sempre non darò descrizioni dettagliate dell’insieme e delle singole opere, sono dell’idea che troppe descrizioni e troppe indicazioni tolgono a chi guarda il Se nell’opera e nel racconto e ciò gli farebbe osservare il mio racconto senza che la propria voce interiore possa creare il racconto che pone chiunque osserva in quelle “riflessioni”».
L’invito finale è chiaro: «Percorrete con me questo cammino di indignazioni per i mali del mondo e della determinazione necessaria a combattere il male. Essendo anche un “racconto” di una parte della mia vita contiene anche un paio di “auto ritratti” con citazione».
Chi è Norberto Tedesco: tecnica e biografia
Nato a Davos Platz (Svizzera) nel 1966, Norberto Tedesco vive e lavora in Italia, a Giffoni Valle Piana, fin dall’età di sei anni. La sua formazione artistica culmina all’Accademia di Belle Arti di Roma, dando il via a una carriera ricca di mostre personali, collettive e riconoscimenti in Premi d’Arte nazionali ed esteri.
Artista eclettico, Tedesco trova la sua massima espressione nel figurativo, spaziando dalla pittura alla fotografia, fino alla progettazione grafica. La sua cifra stilistica distintiva è l’evoluzione verso il décollage e il “collage/décollage materico”. Le sue opere nascono spesso da fotografie (autoritratti o scatti di persone care) elaborate in computer grafica, stampate e poi lavorate manualmente strappando pagine di riviste che fungono da “tavolozza” cromatica. In alcuni casi, questa tecnica evolve in scultura tridimensionale.
La sua arte è definita “opera-denuncia”, sulla scia di maestri come Mimmo Rotella, ma con uno sguardo rivolto al futuro. Come notato dalla critica, e citato anche da Vittorio Sgarbi, Tedesco riflette su una società che opprime, ma si dichiara un ottimista che crede “nella libertà di scelta”, invitando il pubblico a ripartire dai valori più puri.
Tra le sue esposizioni recenti si ricordano la personale “In viaggio verso il futuro” a Salerno (2018) e la partecipazione a “Porto Franco” a Palermo (2014) curata da Vittorio Sgarbi. Dal 2021, il suo trittico “Testimoni del Tempo” è in collocazione permanente presso il GAL colline salernitane
Redazione IL PICENTINO
18 Febbraio 2026
Fornace Falcone Outlet Cilento Village MATERIE12, Norberto Tedesco espone
Sabato 21 febbraio 2026, ore 18.00 Sala Esposizioni Fornace Falcone, Cilento Outlet Village Eboli (SA), MATERIE 12, Norberto Tedesco espone. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20.00, dal 21 febbraio al 20 marzo.
EBOLI – Destinazioni ostinate e contrarie…!!!... Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 18.00, nella Sala Esposizioni Fornace Falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli (SA), nell’ambito della Rassegna d’arte “MATERIE 12“, Norberto Tedesco espone. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00, dal 21 febbraio al 20 marzo.
Un artista percorre il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere, della sua anima, percorre il suo cammino attraversando la società e i tempi in cui vive, attraversando il mondo coglie frammenti di quotidianità e li trasforma in opere d’arte che poi verranno proposte al fruitore finale con l’intento e la speranza che possa stimolare curiosità e desiderio di approfondimento.
Ho tenuto la mia ultima personale nel 2018, otto anni fa, non sono pochi ma non sono nemmeno tanti, una personale non è semplicemente esporre un tot di opere in “uno spazio a te riservato”, in una personale bisogna avere qualcosa da dire, le opere vanno selezionate con criterio tra le tante eseguite negli anni, e anche il dove deve avere la stessa cura nella scelta. In questo lasso di tempo ho partecipato a collettive, creato e pubblicizzate molte opere, ho partecipato a concorsi e bandi in giro per il mondo, ho raccolto spunti di riflessioni, mi sono indignato per ciò che succede nel mondo e vicino a noi (e purtroppo per tutti noi è capitato fin troppe volte) e da questa indignazione sono nate molte opere, ho coltivato altro amore e quest’amore è il carburante che mi dà la forza e la voglia di andare avanti, di continuare a sperare in me, nelle persone a me molto vicine e in quella che penso sia la fetta più grossa dell’umanità, e anche da quest’amore e da questa speranza sono nate molte opere, c’è una costante che contraddistingue il mio cammino ed è che ad ogni passo, ad ogni indignazione, ad ogni dolore, ad ogni speranza e anche ad ogni atto d’amore la mia determinazione non ha mai vacillato anzi si è rafforzata e si rafforza sempre di più e vado dritto senza esitazioni e tentennamenti nella volontà di cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti, piccoli gesti che se vengono compiuti da milioni di persone provocheranno quella famosa tempesta originata dal battito di ali di una farfalla.
E dopo otto anni ci sarà la mia prossima personale dal titolo “Destinazioni ostinate e contrarie” composta da 18 opere (8 già esposte in altre occasioni e 10 inedite) crete dal 2012 ad oggi per condividere con voi il mio punto di vista e la mia speranza sul mondo e sul futuro, i frutti di quanto scritto in precedenza, 18 opere nate dal mio sguardo sul mondo, di fatto le opere sono 18 più una, perché questa volta più di altre volte le opere andranno lette da sinistra a destra perché in quest’ordine si articola e snoda il percorso visivo che porterà alla riflessione finale, lette al contrario o in modo misto darebbero diverse riflessioni (che sarebbero comunque riflessioni), lo sguardo d’insieme di tutte le opere sarà di fatto un collage di opere che su questa parete compone la diciannovesima opera. Come sempre non darò descrizioni dettagliate dell’insieme e delle singole opere, sono dell’idea che troppe descrizioni e troppe indicazioni tolgono a chi guarda il Se nell’opera e nel racconto e ciò gli farebbe osservare il mio racconto senza che la propria voce interiore possa creare il racconto che pone chiunque osserva in quelle “riflessioni”, ovviamente per chi vorrà il mio racconto ci sarà, ma solo dopo aver visto per la prima volta le opere da soli il secondo passaggio averrà con me come Cicerone di me stesso e del mio sguardo sul mondo. Percorrete con me questo cammino di indignazioni per i mali del mondo e della determinazione necessaria a combattere il male. Essendo anche un “racconto” di una parte della mia vita contiene anche un paio di “auto ritratti” con citazione.
“L’arte è la parte esterna dell’anima, l’appendice di un corpo che ciba gli occhi, una sorta di porta fra realtà e immaginazione”
Norberto Tedesco:
Nasco a Davos Platz (CH) il 10 gennaio 1966 ma dall’età di sei anni vivo in Italia a Giffoni Valle Piana, dove esercito la mia attività artistica. Mosso da stimoli artistici fin da giovanissimo, ho proiettato i miei studi verso di essi, fino ad arrivare a Roma per frequentare l’Accademia delle Belle Arti. Ho partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ho, inoltre preso parte a diversi Premi d’Arte, riscontrando plausi e apprezzamenti dalla critica, dal mercato e da importanti personalità, per la compiutezza e, soprattutto, per le tematiche sociali che le mie opere affrontano. Curioso ed eclettico d’animo, mi sono affacciato su diversi bacini di pensiero, avvicinandomi a stili e tecniche spesso in contrasto fra loro. Ma è nel figurativo che il mio spirito si appaga maggiormente; lo affronto sia in pittura, sia nella fotografia, nella progettazione grafica, e nella realizzazione di collage e décollage. Le mie opere sono destinate sia ad un pubblico “colto” che alla “gente comune” perché il mio intento è comunicare sensazioni e stati d’animo lasciando libera la chiave interpretativa e la collocazione stilistica. Negli anni l’evoluzione artistica mi ha avvicinato al decollage, lavoro principalmente su foto di mia realizzazione fatte a me stesso, ad amici e parenti che uso come base di partenza, oppure da immagini prese dal web, successivamente elaborate in computer grafica e successivamente stampate per la realizzazione finale.
Partendo dalle immagini ottenute, si procede alla realizzazione del decollage, con gli anni al decollage ho affiancato quello che io chiamo collage/decollagematerico realizzo le opere usando come “tavolozza” i colori ricavati dallo strappo di pagine di riviste, in alcuni casi diventa anche collage/decollagematerico scultoreo quando questo tipo di realizzazione la uso creando opere in 3d. Pe un’esigenza comunicativa continua e veloce negli anni ho affiancato all’attività in studio l’attività al computer per la creazione di collage/decollage digitali usati per l’Arte digitale. Come detto dal prof. Sgarbi sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, creo opere-denuncia, frutto delle mie riflessioni nei confronti di una società che troppo spesso opprime, censura, denigra il passato e avvilisce ogni speranza, sono, però, un ottimista, credo nel prossimo, nel futuro e nella libertà di scelta, e vi invito a fare altrettanto, ripartendo dai valori più puri.
Massimo del Mese
POLITICAdeMENTE 19 Febbraio 2026
Dopo lunga attesa torna una personale del M° Tedesco.
Già dal titolo si intuisce il taglio delle opere. Da lungo tempo,con maestria ed occhio critico il maestro con l’utilizzo dei decollage e della tecnica mista associa e condensa più rappresentazioni all’interno delle sue opere.
“Destinazioni ostinate e contrarie”: un viaggio che si snoda in 18+1opera (la diciannovesima data dalla visione d’insieme dell’intera esposizione) è uno spaccato delle brutture del mondo a partire quasi dalle sue origini. Una riflessione attenta,puntuale e tagliente sulle maggiori “istituzioni,caste e cecità” legate all’attuale società.
Una personale che induce a molte riflessioni,che apre a molti quesiti,sui quali ciascuno di noi dovrebbe interrogarsi!
Se a partire dalla nostra quotidianità e dal nostro piccolo,ciascuno facesse la propria parte, probabilmente molte brutture sarebbero meno brutte.
Dalla chiesa, alle guerre,alle armi tutte,compresi i cellulari e le nuove intelligenze,la violenza inaudita in ogni sua forma…alla lontananza delle persone,che come monadi isolate percorrono vite dettate dell’apparire…in contrapposizione all’essere che appare sempre più vanescente. Un mondo di sogno,che pare lontano per chi lo ha vissuto,ma che desta quella speranza che mai va abbandonata.
La destinazione ultima:il meraviglioso mondo dell’infanzia che SEMPRE e ad ogni costo dovrebbe essere preservato. Con una modella d’eccezione,speciale ed unica, che con il suo vissuto insegna a molti adulti come uno “sguardo” faccia davvero la differenza…
La mostra si chiude con una promessa,dedicata proprio all’infanzia che ben fa sperare che ancora tutto è possibile,se,ciascuno prova a destarsi dal torpore e si ri-abitua a quella meravigliosa e difficilissima attitudine che è il “pensiero”!
Infine,ma non in ultimo, ulteriore chiave e spunto è la traccia in ogni opera di elementi esclusivamente personali e della propria storia di vita dell’artista. Un condensato di emozioni che sono a disposizione del fruitore attento! Un “arrivederci a presto” per la dedica della personale,associato alla promessa del futuro dedicata “ai cuccioli”!
Complimenti al Maestro che con criticità e senza timore, ancora una volta usa la sua arte per uno spaccato importante che si delinea in diverse prospettive!
Giulia Troisi Febbraio 2026
Conclusa ieri la mostra di Norberto Tedesco DESTINAZIONI OSTINATE e CONTRARIE presso le Fornaci Falcone al Cilento outlet Village. Una galleria di opere, molte inedite, da sperimentarsi come un continuum spazio/tematico dove l’artista ancora una volta raccoglie le forze e le competenze del suo percorso per esprimere le urgenze (e sofferenze) di una visione sul mondo.
Antonio Cherchi Febbraio 2026
Arte & Cultura, premio Colantuoni, ha inaugurato la stagione delle mostre al Giffoni Film Festival e per anni le ha curate. Ed il Gff ha reso tributo all’amico troppo presto scomparso, Salvatore Colantuoni, dando il suo nome ad un premio. E sarebbe stato davvero contento l’intellettuale romano nel vedere sul podio lo svizzero-giffonese Norberto Tedesco, artista fortemente teso al sociale. L’opera premiata non ha titolo – “né mai l’avrà” – dice Tedesco che ha realizzato una particolare installazione “per comunicare le atrocità che si compiono nel mondo e in Italia a danno dei minori e della superficialità con la quale si avvicinano i minori a cosa dalle quali dovrebbero tenerli alla larga”. C’è un cavallo il costruito con elementi di recupero e sul quale l’artista ha aggiunto il “decollage” di articoli di giornale e un manichino di stoffa che rappresenta l’infanzia violata. Un mondo ormai allo sbando per sottolineare le crisi delle coscienze Tedesco, nel rispetto del tema del Gff, l’acqua, ha dato vita ad un’altra opera che completa il tutto: un fusto di petrolio su cui ci sono in decollage alcuni pezzi sulle guerre per l’acqua e su ciò che saranno le crisi future ad essa legata insieme ad una serie di codici QR che rimandano agli articoli trovati durante le sue ricerche in merito alla petrolizzazione delle acque che le multinazionali hanno messo in atto in tutto il mondo.
Dott.ssa Erminia Pellecchia
Il Mattino – 8 agosto 2018
Tedesco Arte e politica al Catalogo
“Trump? Quoziente intellettivo Zero”
Il pop provocatorio del pittore di Giffoni cha ha conquistato Sgarbi
Ad accoglierti all’ingresso del “Catalogo” c’è una scultura mutila di braccia e capo, un Apollo relitto che pare sottratto ad una discarica. Inquieta quella grazia e bellezza che pur si intravede sotto lo strato di rifiuti, fogli di giornali e manifesti che avvolge il corpo statuario come una melma infetta. Percepisci subito che questa mostra dal titolo accattivante “In viaggio verso il futuro” invece provoca, vuole essere forte gesto di denuncia. E comprendi che la personale che la galleria di Lelio Schiavone ed Antonio Adiletta presenta fino al 10 marzo è diversa dalle altre finora qui viste, in cui il segno estetico prevaleva, pur mantenendo la linea etica mediata con Alfonso Gatto, il fondatore ideale dello spazio di via De Luca.
Piace la scelta coraggiosa di chiamare in scuderia un outsider del mercato dell’arte nostrano 8ben noto al contrario al pubblico internazionale) come Norberto Tedesco, classe 1966, svizzero trapiantato in quel di Giffoni Valle Piana, dove alterna la pittura all’opera di volontariato per i bambini in difficoltà e per le case famiglia. Piace questa esposizione di una ventina di opere con la tecnica alternata del collage e del decollage – la sua cifra dopo l’iniziale innamoramento del figurativo – che si innestano sulla scia del pop italiano di Mimmo Rotella e del noveau réalisme di Raymond Hains. Ma che alitano contemporaneità, scioccano per la dura bastonata alla società dei consumi e dell’apparire, senza più memoria né ideali. “L’uomo – si rammarica l’artista – guarda verso il basso non più verso l’alto. Perciò ho titolato l’installazione Formamentis, perché questa purtroppo è la forma mentis del nostro oggi”. E’ un’umanità demente che ambisce solo al potere ed al danaro e che il suo nuovo idolo in Trump, raffigurato da Tedesco come un zio Sam sulle macerie nell’opera che ha battezzato “I.Q.0”, quoziente intellettivo zero. “Con occhi attenti e critici, Tedesco osserva ciò che gli accade attorno – scrive Sgarbi che lo ha scoperto al Premio Celeste e poi lo ha voluto alla Biennale di Palermo – Non si discosta dal presente per cercare fantasiosi rifugi, ma lo affronta a piene mani. Egli crea opere-denuncia, frutto delle sue riflessioni nei confronti di una società che troppo spesso opprime, censura, denigra il passato e avvilisce ogni speranza>>. Un pessimista Tedesco? Un riformatore? Piuttosto un idealista <<in attesa dei sogni che verranno”, come recita il quadro autobiografico visibile al Catalogo. Che battaglia ancora per i valori non del tutto perduti, quelli che scavando al di sotto del pattume di egoismo, pulsano ancora. E’ questo il viaggio nel futuro che compie ed invita a compiere. Il messaggio, poetico, è proprio nell’opera che dà il nome alla mostra: in primo piano un uomo a metà, borghese in cravatta da un lato, nudo dall’altro. E’ in bilico. Come l’esistenza. Alle sue spalle, un altro uomo – o è lo stesso? – varca una porta, si allontana dalle tenebre, per raggiungere l’isola di utopia, pronto a ripartire. Purificato. Energia e passione trasudano i lavori visionari di Tedesco, E c’è la potenza di un “cristiano”, come si definisce, che crede nella verità, che lotta contro l’ingiustizia, che vede in Cristo lo spirito e la carne e nell’uomo il respiro del divino. Lo grida il bellissimo “Ritratto di Gesù” in frammenti, che si spoglia della ieraticità dei dipinti medievali e rinascimentali per farsi – al centro del volto lacerato c’è una fotografia recente – concreta presenza in mezzo a noi. “non giudica – sottolinea Sgarbi – ci osserva senza giudizio né critica”.
Dott.ssa Erminia Pellecchia
Il Mattino – 17 febbraio 2018
Il pop di Tedesco guarda al futuro
Sgarbi: «Opere-denuncia verso la società»
«Con gli occhi, attento e critico, Tedesco osserva ciò che gli accade attorno. Non si di-scosta dal presente, per cercare fantasiosi rifugi, ma lo affronta a piene mani. Sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, egli crea opere-denuncia, frutto delle sue riflessioni nei confronti di una società che troppo spesso opprime, censura, denigra il passato e avvilisce ogni speranza, Tedesco è, però, un ottimista, crede nel prossimo, nel futuro e nella libertà di scelta, e ci invita a fare altrettanto». È Vittorio Sgarbi nel suo intervento critico a focalizzare l’attenzione su due aspetti fondamentali dell’arte di Norberto Tedesco, classe 1966, svizzero di nascita e italiano di adozione avendo scelto di vivere e lavorare da tempo a Giffoni Valle Piana.
Due caratteristiche che ne definiscono l’estetica e riguardano tecniche e contenuti della sua creatività: la predilezione per il linguaggio “pop” del collage-decollage e la consapevolezza di non eludere le sfide nichilistiche del presente per farne l’oggetto delle sue posizioni critiche che intessono tutte le opere. Antonio Adiletta e Lelio Schiavone, che da anni portano avanti la ricerca della Galleria Il Catalogo di Salerno, hanno scelto di puntare ancora una volta, quando la qualità del percorso creativo di un autore li attira, su un artista che rappresenta in qualche modo la fucina del territorio salernitano, bacino dove non mancano talenti. Nello spazio espositivo di Salerno, Tedesco approda con una mostra personale dal titolo “In viaggio verso il futuro” che sarà inaugurata sabato alle 11,30 e resterà aperta al pubblico fino al 10 marzo. Il lavoro che dà il titolo alla raccolta di una ventina di opere, realizzate nell’arco di tempo che va dal 2010 al 2017, è l’ «esempio emblematico della sua poetica… al centro dell’opera campeggia un uomo, in parte vestito con abito e cravatta, in parte nudo. A costui il mondo non garantisce nulla, la sua esistenza è, e sarà sempre, in bilico. Ma egli non si sconforta… e proseguirà dritto verso il futuro, sicuro del valore delle sue capacità» scrive Sgarbi. Tedesco entra nella sfida del contemporaneo e lo fa costruendo le sue immagini sia con frammenti, materiali vari e parti dipinte, sia modellando le sculture con gesso, bronzo e resina. Senza trascurare la fotografia e la progettazione grafica. È grazie a questi strumenti, che implicano la costruzione di un sistema segnico attento a tutte le sollecitazioni della realtà, che Tedesco entra appieno nel dibattito politico, sociale evitando di essere un artista appartato almeno nella scelta dei contenuti, così come la rivisitazione di icone, simboli anche religiosi, approda sempre a risultati sorprendenti, che fanno riflettere e spingono chi guarda le opere a porsi delle domande.
Appartengono a questa attualizzazione semantica i lavori in cui compare il volto di Gesù e che ancora Sgarbi presenta così: «Lungo la storia, Cristo ha assunto migliaia di volti, forgiati per lui dai seguaci, dai devoti e dagli artisti. Ognuno di questi volti gli appartiene, perché attraverso di essi egli è medievale, rinascimentale e contemporaneo insieme. Questo suo essere uomo e Dio, di oggi come di ieri, è perfettamente espressa nell’opera Ritratti di Cristo di Norberto Tedesco… egli compone il volto del Figlio con frammenti di icona, di affresco, di foglia bronzea e di dipinto su tavola. Mentre per il corpo vi pone una fotografia, rendendo, così, la sua presenza tra noi concreta, sebbene idealmente».
La Città 15 febbraio 2018
L’evento inaugurale del nuovo anno della galleria salernitana Il Catalogo, di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta, è stato affidato all’artista Norberto Tedesco. Oggi, alle ore 11,30, verrà vissuto il vernissage di una mostra che raccoglierà una ventina di opere dell’artista svizzero, trapiantato a Giffoni Valle Piana, presentato da Vittorio Sgarbi alla prestigiosa biennale di Palermo. Artista figurativo, Tedesco, per la mostra della galleria Il Catalogo, presenterà creazioni nate dalla sua incursione nel collage e nel decollage, sulle tracce, ben evidenti, di Rotella e Hains. È in questo ambito che ricorre a simboli del rinato contesto, sia urbano che familiare, trovando così un modo operativo nella contaminazione dell’arte dalla realtà. La sua ricerca lo porta quindi a rimodulare il poster in ogni modo possibile: quale unità di partenza per lo studio dell’aspetto materico che esso assume a contatto con la tela grezza, quale particella elementare per la costruzione di un immaginario astratto e quale studio della forma che va a costituirsi sul retro del manifesto. Gesti al posto di pennelli, lembi di carta lacerata al posto di colori. E’ questo, un modo diretto per affrontare il mondo, impressioni del reale sull’artista che trasforma in negativo la posizione del genio moderno che incarnavano gli espressionisti astratti. L’artista è, innanzi tutto, un ricettore: nell’artista la società imprime se stessa, l’artista è “impresso” dall’arte, di cui non è più in grado di definire le forme, ma soltanto i vettori, aspirando ad un livello di passività sempre più alto nell’elaborazione della creazione ma, al contrario attivissimo nella sua ricerca di immagini, oggetti e testimonianze, da “combinare”. Eccolo il portento operativo di un artista che sa trasformare un prodotto con una sua potenzialità massmediatica in un’opera d’arte vera e propria. Perché Norberto Tedesco sceglie con estrema cura i soggetti, non va certo a caso, guidato da un gusto preciso per modalità cromatiche, per qualità degli oggetti rappresentati, per il valore dei messaggi riproposti. Avremo un’ampia fenomenologia circa l’uso e il trattamento di un’immagine strappata; dall’operazione dello strappo alla ricomposizione di una immagine che abbia senso, da pittore, si tratta pur sempre di proporre un’immagine che avesse una sua identità forte al proprio interno. Per questa via abbiamo la costruzione di un sogno impossibile e della bellezza irraggiungibile. Tedesco, come Rotella non trasforma queste immagini in luoghi critici. Da questa realtà dinamica, l’artista seleziona inquadrature, preleva frammenti, che propone su diversi supporti. Mostra immagini che assumono il carattere di rivelazioni e al contempo di demistificazione del nostro mondo. Tedesco si mostra consapevole dei cambiamenti sociali in atto, conscio del potere acquisito dall’immagine e la sua creatività, si presenta quindi come espressione del “radicamento nella coscienza realista moderna di una iconografia originale, capace di inserirsi in un contesto tradizionale, senza rinunciare allo spirito nuovo, alla rivoluzione di un modo di guardare che essa incarna.
Dott.ssa Olga Chieffi
Le Cronache 16 febbraio 2018
Caro Norberto devo dire che il paragone con Villeglè è proprio azzeccato. Sai tu al tempo potevi tranquillamente far parte del Nouveau Realisme, Pierre Restany sarebbe impazzito per le tue opere.
Riguardo a questa tua realizzazione la trovo straordinaria. In maniera del tutto unica hai saputo ricollocare la figura creandole un habitat su misura, lo strappo diviene l’emblema di una ricerca che attraverso diverse giustapposizioni ritrova la sua già concreta idea di un pensiero nato nella tua mente e riportato in scena. Ottimo lavoro!!!
Dott. Salvatore Russo
Critico e consulente artistico
Visitando il suo sito, ho molto apprezzato soprattutto le opere di contestazione sociale, che sfidano le convenzioni estetiche ed etiche del presente per risvegliare la coscienza dell’osservatore.
Daniela Pronesti
La tua opera dedicata a Trump è fantastica.. Cruda.. Con il sangue che scende dalle righe della bandiera americana… Eccezionale davvero sei un artista fantastico, cruda come è la realtà delle cose, il paperino col cappello militare dice tanto. L’arte serve a comunicare più che a parole!
Mario Giannattasio.
Sai che apprezzo la tua arte e il modo in cui dai forma colore e emozione al tuo infinito dialogo interiore subito il mio occhio è andato all’immagine di paperino sullo scudo a stelle e strisce
con la viso impegnato in un sorriso fine a stesso, senza senso mentre quello d spalle, credo si Trump, contempla i risultato di un disegno contorto per conquistare il potere…il presunto potere di dominare la vita la presunzione di questi personaggi di uno osceno cabaret delle assurdità…ma che credono nelle loro bugie fino a farle diventare macabre realtà di cui ne guardiamo lo scorrere delle immagini catatonico e con il pensiero di sottofondo che non te ne frega niente…come tutto fosse perduto e continui a navigare nel marasma dell’ indifferenza mentre un sottile vocina inconscia ti lascia nel sottofondo un eco che ti rimbomba nel silenzio di una strana attesa hai smosso il mio pensiero grazie.
Dott.ssa Laura Malangone
Norberto, come sempre sorprendi. La tua opera è diretta, palese. Uno schiaffo violento all’indifferenza è all’ arroganza di chi ( Trump) pur di ” impossessarsi” del grande potere e di dire:” IO SONO IL RE” gira le spalle ad una umanità sofferente. Il potere a tutti i costi! Nelle macerie vedo il suo operato: violento ed implacabile. IO SONO, dice il “re fantoccio”. Hai agitato le mie emozioni. Bella, intensa, forte, arrabbiata e allo stesso tempo sofferente, fortemente emotiva. Ti sto scrivendo cercando di dare parole a tutte le emozioni contrastanti che cercano di emergere forti ed impazienti. Grazie, grazie dai voce, attraverso la tua arte a tanti . Non so se nelle tue intenzioni c’era tutto questo, ma d’ istinto è ciò che sento.
Dott.ssa Sofia Rinaldi.
Ciao Norberto, mi sono preso qualche minuto per osservare bene le tue opere. Beh che dire: l’opera sulle figlie di Danilo rientra più nel tuo stile, la trovo realmente significativa con una ricerca che mantiene intatto il suo valore. Ottimo lavoro. Poi l’opera su Trump, questa è realmente geniale. Mi piace tantissimo la tua rielaborazione dell’opera e gli elementi da te utilizzati. Lui di spalle e paperino sul suo scudo, lui come lo zio sem. Eccezionale
Dott. Salvatore Russo
Critico e consulente artistico
Caro Norberto, la tua opera e’ di grande impatto, mi piace molto.
Purtroppo dal mio iPad non riesco a cogliere le immagini dei ritagli, per cui mi è difficile dare una interpretazione precisa. Non vedo l’ora di vederla da vicino e osservare con attenzione ogni centimetro quadrato. Comunque e’ interessante lo spunto che ti ha consentito la realizzazione del tuo lavoro, il fascino del processo creativo che ti porta a destinazione … Al compimento dell’opera.
Dott. Salvatore Colantuoni
Non potevi onorare meglio una così bella poesia! I versi da te rappresentati si vedono tutti, parola per parola. Norberto mi hai nuovamente emozionata. Adoro questa poesia di Neruda e tu sei stato capace di toccarne le corde, quelle più profonde. L'”andare oltre” della strofa… seppure con dolore,qui acquista una leggerezza quasi eterea. È come se il peso della sofferenza lasciasse il posto ad un desiderio di leggerezza dell’anima che in quel momento vuole lasciare quel dolore e lo fa con una delicatezza estrema. Grazie per avermi dato questo onore. Meravigliosa opera! Sarò ripetitiva ma tu qui sei sprecato! Ti abbraccio.
Dott.ssa Sofia Rinaldi
Il signor Norberto è un piccolo riccio curioso, intraprendente ma allo stesso tempo timido e impacciato. All’esterno sembra spinoso, pungente, chiuso e scostante. Il suo sguardo trema come le sue mani per eccesso di energia inesplorata. Poi ti capita di vederlo rivolto sulle sue spine pirandelliane. E ti accorgi che quell’essere spinoso altro non è che un tenero bambino con la barba. Si perché quegli aculei altro non sono che la barba che lui si è fatta crescere per dire al mondo “io sono adulto”!!! Ma poi c’è la voce intima dello sguardo che racconta a chi lo sa capire “il mio animo d’artista è la mia speranza di credere che il bello non è solo un’esperienza metafisica ma un aspetto reale della vita”. Norberto è un arcobaleno interno che veste di nero…
Dott.ssa Laura Malangone.
Si tratta di un’interessante ricerca dove la tecnica digitale è coniugata con quella del collage. Ne risulta un’opera di ineccepibile esecuzione, che ben si avvale delle potenzialità espressive delle nuove tecniche di elaborazione visiva.
Proff. Paolo Levi
Ieratico e imperturbabile ci osserva, senza giudizio né critica. Egli è il Figlio di Dio, ha cambiato e salvato il mondo che dal Padre gli venne affidato, e si è offerto a noi. Lungo la storia, Cristo ha assunto migliaia di volti, forgiati per lui dai seguaci, dai devoti e dagli artisti. Ognuno di questi volti gli appartiene, perché attraverso di essi egli è medievale, rinascimentale e contemporaneo insieme. Questo suo essere uomo e Dio, di oggi come di ieri, è perfettamente espressa nell’opera Ritratti di Cristo di Norberto Tedesco, Artista esperto e visionario, egli compone il volto del Figlio con frammenti di icona, di affresco, di foglia bronzea e di dipinto su tavola.
Mentre per il corpo vi pone una fotografia, rendendo, così, la sua presenza fra noi concreta, sebbene idealmente.
Norberto Tedesco, classe ’66, è svizzero di nascita, ma dall’età di sei anni vive in Italia, a Giffoni Valle Piana. Mosso da stimoli artistici fin da giovanissimo, ha proiettato i suoi studi verso di essi, fino ad arrivare a Roma per frequentare l’Accademia delle Belle Arti.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ha, inoltre preso parte a diversi Premi d’Arte, riscontrando plausi e apprezzamenti dalla critica, dal mercato e da importanti personalità, per la compiutezza e, soprattutto, per le tematiche sociali che le sue opere affrontano.
Curioso ed eclettico d’animo, Tedesco si è affacciato su diversi bacini di pensiero, avvicinandosi a stili e tecniche spesso in contrasto fra loro.
Ma è nel figurativo che il suo spirito si appaga maggiormente; egli lo affronta sia in pittura, alternandosi con sicurezza tra oli, acrilici, gessetti e carboncini, lavorando su tela, carta e legno; sia in scultura, dove adotta gesso, bronzo e resina; sia nella fotografia e progettazione grafica, realizzando interessanti collage e décollage.
Con occhi attento e critico, Tedesco osserva ciò che gli accade attorno. Non si di-scosta dal presente, per cercare fantasiosi rifugi, ma lo affronta a piene mani.
Sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, egli crea opere-denuncia, frutto delle sue riflessioni nei confronti di una società che troppo spesso opprime, censura, denigra il passato e avvilisce ogni speranza, Tedesco è, però, un ottimista, crede nel prossimo, nel futuro e nella libertà di scelta, e ci invita a fare altrettanto, ripartendo dai valori più puri. Esempio emblematico della sua poetica è in Viaggio verso il Futuro; al centro dell’opera campeggia un uomo, in parte vestito con abito e cravatta, in parte nudo. A costui il mondo non garantisce nulla, la sua esistenza è, e sarà sempre, in bilico.
Ma egli non si sconforta, l’espressione è concentrata e la posizione tronfia, e proseguirà dritto verso il futuro, sicuro del valore delle sue capacità.
Di forte impatto sono le sue pitture. Con tinte stridenti di luce e pennellate corpose, l’artista sembra quasi incidere sulla tela i tratti dei suoi soggetti; volti e corpi, parti di uomini e donne, che trasudano energia e passione.
Prof. Vittorio Sgarbi
“La mostra è bella … Ma molto impegnativa, cioè di difficile comprensione. Animus e Anima si fondono alla ricerca del trascendente! Animus è il maschile e l’Anima è il femminile che si fondono alla ricerca di Dio presente in ogni stanza del cuore, racchiuso nell’albero della vita! Complimenti”
Dott. Massimo Santoro
“Ciao Norberto,finalmente stamattina sono stata al Fellini a vedere la mostra (solita ritardataria). Bella da morire!!!! Le tue opere sono intense, vive. Ho percepito l’amore in ogni singolo dettaglio. Hai riempito di gioia una mia mattinata molto particolare. Te l’ho già detto e lo ribadisco: “Meriti tutto il successo del mondo”!!! Devi esporre anche altrove! Un abbraccio”
Dott.ssa Sofia Rinaldi
Sicurezza, colori, sensi, trucco, quotidianità, persona, etichetta, tempo, equilibrio, nonni, strada, figlio, senno? Verginità … La pittura di Norberto è un elenco infinito che non stanca mai.
E’ una catena umana fatta di abbracci, stracci e migranti. E’ la solidarietà istintiva, è la merenda preparata ai bambini con le lacrime agli occhi gonfi di rabbia e gioia che non c’è. La condivisione di vizi e virtù, e il terreno che scivola sotto i piedi, è l’inverno in cerca di un porto in cui attraccare. Blocchi di cemento bilanciano il destino, dettano il tempo della navigazione verso l’ignoto. E’ una parola necessaria senza remore. Insieme senza esserlo davvero. E’ il destino riluttante delle razze non riconosciute.
E’ pittura all’insaputa dell’uno e dell’altro in un destino comune senza frontiere e gravità. Un foglio non appartiene a chi lo scrive ma alle persone che lo leggono, è un centesimo di umanità, una frazione di epoche senza reazioni. La pittura è un privilegio a beneficio di tempo e persone. La terra e il corpo hanno la testa sotto le stelle, si mescolano alla via Lattea ogni sera mentre un cane abbaia alla luna. L’arte del maestro è un punto e una virgola, un punto esclamativo e quello interrogativo. La pittura nel bel mezzo di due parentesi.
Le opere pittoriche sono un evento in collaborazione con un regista dal volto sfigurato, non c’è più distanza fra la superficie della strada e quella della nostra anima.
Tutto questo è Norberto, un insieme di cose inspiegabili rese possibili dalla sua arte, un groviglio di pance vuote in cerca di cibo e benessere. Gli occhi pesti dalla vergogna, i cori nella curva del male, lo stadio vuoto che si riempie di cose becere. Il porto franco di una politica senza logica, i banchetti vuoti disertati dal potere. Il maestro dipinge come un puzzle attaccato, incollato provvisoriamente con lo scotch e un po’ di saliva, la semplicità è un dono divenuto arte.
La pittura è un insieme sull’asfalto, due piedi che corrono, il cronometro scorre come sempre tiranno e nemico, la tela intanto si riempie di un’anima terrena e nemmeno troppo visionaria.
Ode al maestro, ode ad una vita con le mani imbrattate di colori unici.
Dott. Antonio Montefusco
Un’opera “Crescere”, creata dal Maestro Norberto Tedesco, tramite la computer grafica, il collage e il decollage. Si tratta di un’attenta e geniale rielaborazione di una foto che ha per protagonista una giovane donna seduta sulle scale. Il Maestro rielabora la scena, e attraverso la sua indagine, ricolloca nel tempo e nello spazio la figura.
Dott. Salvatore Russo
The Best Modern and Contemporary Artist 2014
EA editore
Composizioni visive che hanno nell’assemblaggio geniale la loro caratteristica principale.
Norberto Tedesco presenta all’osservatore le sue nuove narrazioni visive. Complesse visioni che trovano nell’elaborazione del segno la loro linea guida.
Il colore dialoga visivamente con il bianco e nero e compone quello che a mio avviso sono visioni geniali.
Qualcosa di mai visto, nascere sulla tela. Il Maestro dà vita ad una sorta di genialità che viene alla luce.
Le argomentazioni visive di Tedesco hanno la stessa forza evocativa di quelle dei grandi Maestri del passato.
Ancora più significative delle opere di Mimmo Rotella e Jacques Villeglè, le opere di Tedesco sono destinate a rimanere in quella memoria collettiva che sovrasta ogni tempo.
Dott. Salvatore Russo
Segnalati 2013 EA editore
Gentilissimo Signor Tedesco,
ho scoperto le sue opere nel lontano 2011, alla Biennale di Scandiano, dove sono rimasta molto colpita dal suo stile, che riesce ad innovare la tradizione attraverso personalissime intuizioni, capaci di emozionare e coinvolgere lo spettatore. In quell’occasione ho annotato il suo nome e, dopo aver fatto altre ricerche in rete relative al suo lavoro, ho deciso di scriverle non appena potessi proporle un progetto importante, che penso le possa interessare.
Silvia Arfelli
Direttore Artistico Italian Method 2
Fortemente attivo nel mondo dell’arte non solo come pittore, l’artista utilizza le più svariate tecniche, acquisite e rese sempre più personali grazie ad una grande esperienza, realizzando opere singolari e stupefacenti in cui la misticità si unisce alla modernità e in cui il collage diventa non solo materico ma anche spirituale, volto a coniugare diversi punti di vista. L’espressività dei volti è resa con forza cinematografica; non si tratta di semplici espressioni immortalate come in fotografia, ma di sguardi che si stagliano in un fotogramma di un film; come il “Ritratto di Gesù”, che ha un suo inizio e una sua continuazione nel tempo, è dinamico, misterioso, triste, raccolto in grandi pensieri, una sorta di Mona Lisa in chiave post-moderna, sospesa tra dimensione reale e surreale. Come la più celebre figura di tutti i tempi custodiva il suo segreto celato dietro al sorriso, il Gesù di Tedesco Norberto, custodisce dentro sé un elemento non comune che, irraggiungibile, diventa attrazione per ogni spettatore che si pone davanti all’opera, contemplandola.
Dott.ssa Letizia Lanzarotti.
Over Art
I suoi colori sono misteri attraenti, colpi d’emozione che prendono vita su una tavolozza, su un pezzo di legno, e più semplicemente, come spesso avviene, su un foglio di carta. L’arte e Norberto Tedesco, si incontrano e vanno a braccetto ogni giorno lungo i viali della vita. La pittura dell’artista giffonese si ciba di modernità ogni giorno con una particolare attenzione a ciò che accade intorno. Un tuffo quotidiano indispensabile per chi vuole proporre nuove idee.
Dott. Antonio Montefusco
Il Resto Del Carlino
La tavolozza e il pennello, sono i fedeli compagni di viaggio di una persona che ha deciso di dedicarsi alla pittura. Norberto Tedesco è un artista a modo suo, la sua creatività supera i confini dell’ovvietà racchiudendo in sé la modernità del quotidiano e l’attualità dei nostri tempi. Le sue tecniche sono un continuo stupire, ma soprattutto materia di confronto spettatore – autore, un dialogo continuo in cerca di nuovi confini da varcare.
Dott. Antonio Montefusco
Il Resto Del Carlino
Il Capo dello Stato ha ricevuto la stampa che Lei ha inteso fargli pervenire, giunta gradita anche per le sentite espressioni di orgoglio per la condivisione delle origini campane. Nel suo lavoro grafico – Che Lei definisce, lucidamente, “manifesto di meditazione” – trova espressione visuale una coscienza acuta della nostra attualità, che tuttavia non rinuncia a saldarsi all’affermazione dei valori più autentici dell’appartenenza e dell’identità nazionale. Esigenze imprescindibili, da trasmettere con passione e dedizione instancabile alle giovani generazioni, per costruire il nostro avvenire di cittadini europei con la consapevolezza salda e forte di un patrimonio culturale e civile unico al mondo. Nell’auspicio che il Suo lavoro possa acquistare sempre maggiore centralità nella Sua vita, l’occasione mi è gradita per farLe pervenire saluti cordialissimi e un augurio di sereno avvenire.
Dott. Fabrizio Nevola
Consigliere Capo Servizio Segretariato Generale Della Presidenza Della Repubblica
Più complesso di Mimmo Rotella. Più raffinato di Jacques Villeglè. I decollages ci narrano la nuova realtà contemporanea. Una realtà fatta essenzialmente di contraddizioni visive e di segreti di Stato.
Una realtà basata sull’ingiustizia sociale e sul forte potere burocratico. Una realtà aliena ai problemi dell’Uomo e incapace di porre rimedio ai suoi sbagli. Nei suoi decollage troviamo la sua storia. Norberto parte da essa per andare a esplorare il mondo. Si arriva così a vere e proprie narrazioni dal sapere giornalistico. Tedesco ci racconta delle vere e proprie storie di vita. L’uomo metropolitano che ogni giorno è bombardato da notizie e fatti di cronaca. Un uomo che codifica e decodifica messaggi provenienti dal mondo esterno. Le sue opere che pongono l’accento su problematiche reali, legate alla “salvaguardia” dell’uomo.
Dott. Salvatore Russo
Centro Diffusione Arte, Boe magazine, Over Art
Le ragioni della pittura in Norberto Tedesco sono da ricercare nell’amore dell’artista per essa. Tedesco è un inguaribile visionario, sempre sul pezzo, ma soprattutto disarmante nel suo modo di attrarre l’estasiato spettatore delle sue opere. Il confronto con la realtà, l’armonia dei suoi colori, mai banali, sono il segreto della sua crescita artistica.
L’arte di un pittore giffonese che vuole partire alla conquista di un altro mondo, non lontano, ma più vicino di quanto noi pensiamo.
Dott. Antonio Montefusco
Il Resto Del Carlino
L’elevata fattura stilistica dona all’intento rappresentativo un eccelso valore narrativo.
L’Artista con la sua verve compositiva concretizza il lirismo del messaggio.
Redazione critica
Centro Diffusione Arte
Ritengo che sul piano simbolico lo stile narrativo del lavoro di Norberto sia molto poetico; si avverte nelle sue opere il desiderio di stimolare nello spettatore una riflessione profonda del senso della Vita e dell’Uomo e della necessità di rapportarci tra noi e con ciò che ci circonda superando gli egoismi e le superficialità.
Il valore economico dei suoi lavori non è facile da definire perché le tecniche utilizzate sono molte e estremamente diverse tra di loro, dalla computer grafica all’olio. Semplificando possiamo dare un valore ai suoi lavori variabile tra gli 800 e i 2.000 euro.
Dott.ssa Marina Zatta
Soqquadro
Ancora una volta la figura umana diviene la protagonista dell’estro creativo di un valido maestro d’arte quale è Norberto Tedesco.
E così l’uomo e i suoi sentimenti, atteggiamenti e passioni dialogano con il segno ed il colore prendendo forma d’arte composta ed elegante.
Circondati da una luce naturale e ritmata che ne enfatizzano l’espressività, i volti narrano storie palesi o accennate, con naturalezza ed eleganza arricchendo i protagonisti con una ben definita personalità.
Dott. Dino Marasà
Effetto Arte
Valida interpretazione artistica, attraverso la quale l’artista comunica la complessità degli impulsi che conducono a meandri di un mondo interiore.
Proff.ssa Francesca Biondolillo
Centro Diffusione Arte
In recognition of your participation in the World Trade Center Site Memorial Competition and the valuable contribution you have made to honoring all those who lost their live sto terrorism on February 26, 1993 and September 11, 2001.
LMDC Remember Rebuild Renew
World Trade Center Memorial Competition
Il linguaggio della pittura è un idioma universale in ogni parte del mondo.
Si può comunicare con la pittura abbattendo le frontiere, non importa la latitudine in cui ti trovi, il verde sarà verde sia che tu sia a Roma o Pechino, altrettanto con il giallo e il nero.
La pittura: è questo il linguaggio che usa per comunicare l’artista giffonese Norberto Tedesco diplomatosi al Liceo Artistico Andrea Sabatini e frequentazione all’Accademia di Belle Arti di Roma.
La pittura come mezzo per esprimere le proprie emozioni, gli stati d’animo e le idee.
Una tela, un pennello e una scatola di colori, tre piccoli oggetti che hanno cambiato la vita di Norberto, fin da bambino, mentre cresceva, nasceva in lui la passione per l’arte intesa come disegno, diventata poi pittura e scultura negli ultimi anni.
Norberto attraverso le sue opere descrive la sua libertà, quella di tutti noi, di come siamo capaci di ricevere e donare felicità.
Una pittura senza vergogna, piena di emozione e senza la schiavitù del tempo, quadri che fanno fiorire l’energia intorno a noi, opere che parlano al visitatore, regalano un’emozione intensa, viva, colma di libertà, ma anche riflessione sul prossimo.
Ogni quadro parla agli uomini, si interroga sull’espressione dei loro volti e su ognuno di essi traccia un messaggio.
La pittura come idioma universale, per sé, per gli altri, un linguaggio comune espresso con i colori, a volte accesi altre spenti.
Dott. Antonio Montefusco
Il resto del Carlino
Avevo già espresso la mia opinione, ma la ripeto.. L’agricoltura può fare a meno delle tue mani, mentre l’arte ha tanto bisogno delle tue mani! Complimenti!
Dario Attisano
Contatti
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