DAL 21 febbraio 2026 al 20 marzo 2026

Sala Esposizioni Fornace Falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli (SA)

DESTINAZIONI OSTINATE E CONTRARIE: IL RITORNO DI NORBERTO TEDESCO CON UNA PERSONALE

Di Redazione18 Febbraio 20263 Min Lettura96 VisiteNessun commento

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A Giffoni Valle Piana la nuova mostra dell’artista: 18 opere tra indignazione e speranza, in un percorso visivo che diventa racconto di vita e sguardo sul mondo.

Ci sono artisti che attraversano il mondo osservandolo, e altri che lo attraversano trasformandolo.
Norberto Tedesco appartiene a entrambe le categorie: il suo sguardo raccoglie frammenti di quotidianità, indignazioni e speranze, per restituirli in forma visiva come opere-racconto, capaci di interrogare chi le guarda.

Dopo otto anni dall’ultima personale, l’artista torna con “Destinazioni ostinate e contrarie”, una mostra composta da 18 opere realizzate tra il 2012 e oggi, di cui dieci inedite.
Un ritorno atteso, che non è solo espositivo ma esistenziale: «una personale – spiega – non è semplicemente esporre opere, ma avere qualcosa da dire».

In questi anni Tedesco ha continuato a lavorare tra collettive, concorsi internazionali e sperimentazioni tecniche, lasciando maturare una ricerca che nasce da due forze complementari:
l’indignazione per i mali del mondo e l’amore come energia creativa.

È da questa tensione che prende forma il progetto: un percorso visivo da leggere da sinistra a destra, come una narrazione continua che culmina in una riflessione finale.
Le opere, affiancate sulla parete, compongono infatti una sorta di “diciannovesima opera” collettiva, un collage di senso che emerge solo dallo sguardo d’insieme.

Coerente con la sua visione, l’artista sceglie di non fornire spiegazioni dettagliate:
prima lo spettatore deve incontrare l’opera in autonomia, poi – se lo desidera – potrà ascoltare il racconto dell’autore, «Cicerone di me stesso e del mio sguardo sul mondo».


Un linguaggio tra figurazione, décollage e digitale

Nato a Davos Platz nel 1966 e cresciuto a Giffoni Valle Piana, Norberto Tedesco si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma.
La sua ricerca si sviluppa tra figurazione, fotografia, grafica, collage e décollage, con una progressiva evoluzione verso tecniche materiche e digitali.

Le opere nascono spesso da fotografie scattate dall’artista stesso – a sé, ad amici, a familiari – poi elaborate al computer e trasformate in composizioni stratificate, dove strappo, sovrapposizione e materia diventano linguaggio.
In alcuni lavori il collage assume dimensione tridimensionale, sfociando in installazioni scultoree.

Critici e osservatori hanno collocato il suo percorso nella tradizione del décollage europeo, sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, ma con una forte componente etica:
opere-denuncia che riflettono su una società che opprime e censura, ma senza rinunciare a una visione ottimista dell’uomo.


Arte come determinazione.

Il filo rosso della mostra è la perseveranza.
Per Tedesco, ogni indignazione, dolore o atto d’amore diventa materia creativa e rafforza la volontà di «cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti».

Un’idea sintetizzata nella metafora della farfalla:
azioni minime, moltiplicate da molti, possono generare tempeste di cambiamento.

“Destinazioni ostinate e contrarie” diventa così non solo titolo, ma dichiarazione di poetica:
la scelta di procedere senza esitazioni, controcorrente, nella fiducia nell’umanità e nel futuro.

Come scrive lo stesso artista:

«L’arte è la parte esterna dell’anima, una porta fra realtà e immaginazione».

Una porta che, con questa personale, torna ad aprirsi dopo anni di silenzio espositivo – ma di intensa vita creativa.

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Il Picentino

L'artista Norberto Tedesco
L’artista Norberto Tedesco

CulturaEventi

“Destinazioni ostinate e contrarie”: Norberto Tedesco in mostra alla Sala delle Esposizioni Fornace Falcone

DiRedazione

18 Febbraio 2026

L’arte come impegno civile al Cilento Outlet Village

Si intitola “Destinazioni ostinate e contrarie” la nuova mostra personale dell’artista Norberto Tedesco, attesissimo appuntamento inserito nel prestigioso ciclo di eventi d’arte contemporanea MATERIE12. L’inaugurazione si terrà sabato 21 febbraio alle ore 18:00 presso la Sala delle Esposizioni della Fornace Falcone, situata all’interno del Cilento Outlet Village di Eboli.

L’esposizione rappresenta un ritorno importante per l’artista e sarà fruibile gratuitamente tutti i giorni, dalle 10:00 alle 20:00, fino al 20 marzo. Un’occasione unica per immergersi nella poetica di Tedesco, che unisce tecnica raffinata a una profonda indagine sociale.

Il ritorno dopo otto anni: l’arte come necessità

Questa personale segna un momento cruciale nel percorso di Tedesco, che torna ad esporre in solitaria dopo un lungo periodo di ricerca e maturazione. Non si tratta di una semplice esibizione, ma dell’urgenza di comunicare un messaggio preciso.

Come spiega lo stesso artista: «Un artista percorre il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere, della sua anima, percorre il suo cammino attraversando la società e i tempi in cui vive, attraversando il mondo coglie frammenti di quotidianità e li trasforma in opere d’arte che poi verranno proposte al fruitore finale con l’intento e la speranza che possa stimolare curiosità e desiderio di approfondimento».

Riflettendo sul lasso di tempo trascorso dalla sua ultima apparizione individuale, Tedesco aggiunge: «Ho tenuto la mia ultima personale nel 2018, otto anni fa, non sono pochi ma non sono nemmeno tanti, una personale non è semplicemente esporre un tot di opere in “uno spazio a te riservato”, in una personale bisogna avere qualcosa da dire, le opere vanno selezionate con criterio tra le tante eseguite negli anni, e anche il dove deve avere la stessa cura nella scelta».

Tra indignazione e speranza: la genesi delle opere

Gli anni di assenza dalle personali non sono stati anni di silenzio, ma di fervente attività, concorsi internazionali e, soprattutto, di osservazione critica della realtà. Le opere in mostra nascono da un sentimento duplice: la rabbia per le ingiustizie e la forza dell’amore.

«In questo lasso di tempo ho partecipato a collettive, creato e pubblicizzate molte opere» racconta Tedesco. «Ho raccolto spunti di riflessioni, mi sono indignato per ciò che succede nel mondo e vicino a noi (e purtroppo per tutti noi è capitato fin troppe volte) e da questa indignazione sono nate molte opere, ho coltivato altro amore e quest’amore è il carburante che mi dà la forza e la voglia di andare avanti».

L’artista sottolinea la sua incrollabile determinazione: «C’è una costante che contraddistingue il mio cammino ed è che ad ogni passo, ad ogni indignazione, ad ogni dolore, ad ogni speranza e anche ad ogni atto d’amore la mia determinazione non ha mai vacillato anzi si è rafforzata […] vado dritto senza esitazioni e tentennamenti nella volontà di cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti, piccoli gesti che se vengono compiuti da milioni di persone provocheranno quella famosa tempesta originata dal battito di ali di una farfalla».

Un percorso visivo inedito: 18 opere più una

“Destinazioni ostinate e contrarie” propone una selezione curata di 18 lavori, realizzati tra il 2012 e oggi, di cui 10 assolutamente inediti. L’allestimento è stato pensato per guidare il visitatore in una narrazione specifica, quasi cinematografica.

«Di fatto le opere sono 18 più una» chiarisce l’artista, «perché questa volta più di altre volte le opere andranno lette da sinistra a destra perché in quest’ordine si articola e snoda il percorso visivo che porterà alla riflessione finale […] lo sguardo d’insieme di tutte le opere sarà di fatto un collage di opere che su questa parete compone la diciannovesima opera».

Tedesco invita il pubblico a un approccio intimo, privo di sovrastrutture didascaliche iniziali: «Come sempre non darò descrizioni dettagliate dell’insieme e delle singole opere, sono dell’idea che troppe descrizioni e troppe indicazioni tolgono a chi guarda il Se nell’opera e nel racconto e ciò gli farebbe osservare il mio racconto senza che la propria voce interiore possa creare il racconto che pone chiunque osserva in quelle “riflessioni”».

L’invito finale è chiaro: «Percorrete con me questo cammino di indignazioni per i mali del mondo e della determinazione necessaria a combattere il male. Essendo anche un “racconto” di una parte della mia vita contiene anche un paio di “auto ritratti” con citazione».

Chi è Norberto Tedesco: tecnica e biografia

Nato a Davos Platz (Svizzera) nel 1966, Norberto Tedesco vive e lavora in Italia, a Giffoni Valle Piana, fin dall’età di sei anni. La sua formazione artistica culmina all’Accademia di Belle Arti di Roma, dando il via a una carriera ricca di mostre personali, collettive e riconoscimenti in Premi d’Arte nazionali ed esteri.

Artista eclettico, Tedesco trova la sua massima espressione nel figurativo, spaziando dalla pittura alla fotografia, fino alla progettazione grafica. La sua cifra stilistica distintiva è l’evoluzione verso il décollage e il “collage/décollage materico”. Le sue opere nascono spesso da fotografie (autoritratti o scatti di persone care) elaborate in computer grafica, stampate e poi lavorate manualmente strappando pagine di riviste che fungono da “tavolozza” cromatica. In alcuni casi, questa tecnica evolve in scultura tridimensionale.

La sua arte è definita “opera-denuncia”, sulla scia di maestri come Mimmo Rotella, ma con uno sguardo rivolto al futuro. Come notato dalla critica, e citato anche da Vittorio Sgarbi, Tedesco riflette su una società che opprime, ma si dichiara un ottimista che crede “nella libertà di scelta”, invitando il pubblico a ripartire dai valori più puri.

Tra le sue esposizioni recenti si ricordano la personale “In viaggio verso il futuro” a Salerno (2018) e la partecipazione a “Porto Franco” a Palermo (2014) curata da Vittorio Sgarbi. Dal 2021, il suo trittico “Testimoni del Tempo” è in collocazione permanente presso il GAL colline salernitane.

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Fornace Falcone Outlet Cilento Village MATERIE12, Norberto Tedesco espone

Updated on: 19 Febbraio 2026

ArteCampaniaComunicati StampaCronacaCulturaEboliProvincia di Salerno

Sabato 21 febbraio 2026, ore 18.00 Sala Esposizioni Fornace Falcone, Cilento Outlet Village Eboli (SA), MATERIE 12, Norberto Tedesco espone. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 20.00, dal 21 febbraio al 20 marzo.

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Destinazioni ostinate e contrarie…!!!... Sabato 21 febbraio 2026, alle ore 18.00, nella Sala Esposizioni Fornace Falcone, presso il Cilento Outlet Village di Eboli (SA), nell’ambito della Rassegna d’arte “MATERIE 12“, Norberto Tedesco espone. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00, dal 21 febbraio al 20 marzo.

Un artista percorre il mondo tenendo spalancati tutti i sensi, quelli fisici e quelli del suo essere, della sua anima, percorre il suo cammino attraversando la società e i tempi in cui vive, attraversando il mondo coglie frammenti di quotidianità e li trasforma in opere d’arte che poi verranno proposte al fruitore finale con l’intento e la speranza che possa stimolare curiosità e desiderio di approfondimento.

Ho tenuto la mia ultima personale nel 2018, otto anni fa, non sono pochi ma non sono nemmeno tanti, una personale non è semplicemente esporre un tot di opere in “uno spazio a te riservato”, in una personale bisogna avere qualcosa da dire, le opere vanno selezionate con criterio tra le tante eseguite negli anni, e anche il dove deve avere la stessa cura nella scelta. In questo lasso di tempo ho partecipato a collettive, creato e pubblicizzate molte opere, ho partecipato a concorsi e bandi in giro per il mondo, ho raccolto spunti di riflessioni, mi sono indignato per ciò che succede nel mondo e vicino a noi (e purtroppo per tutti noi è capitato fin troppe volte) e da questa indignazione sono nate molte opere, ho coltivato altro amore e quest’amore è il carburante che mi dà la forza e la voglia di andare avanti, di continuare a sperare in me, nelle persone a me molto vicine e in quella che penso sia la fetta più grossa dell’umanità, e anche da quest’amore e da questa speranza sono nate molte opere, c’è una costante che contraddistingue il mio cammino ed è che ad ogni passo, ad ogni indignazione, ad ogni dolore, ad ogni speranza e anche ad ogni atto d’amore la mia determinazione non ha mai vacillato anzi si è rafforzata e si rafforza sempre di più e vado dritto senza esitazioni e tentennamenti nella volontà di cambiare il mondo in meglio anche attraverso piccoli gesti, piccoli gesti che se vengono compiuti da milioni di persone provocheranno quella famosa tempesta originata dal battito di ali di una farfalla.

E dopo otto anni ci sarà la mia prossima personale dal titolo “Destinazioni ostinate e contrarie” composta da 18 opere (8 già esposte in altre occasioni e 10 inedite) crete dal 2012 ad oggi per condividere con voi il mio punto di vista e la mia speranza sul mondo e sul futuro, i frutti di quanto scritto in precedenza, 18 opere nate dal mio sguardo sul mondo, di fatto le opere sono 18 più una, perché questa volta più di altre volte le opere andranno lette da sinistra a destra perché in quest’ordine si articola e snoda il percorso visivo che porterà alla riflessione finale, lette al contrario o in modo misto darebbero diverse riflessioni (che sarebbero comunque riflessioni), lo sguardo d’insieme di tutte le opere sarà di fatto un collage di opere che su questa parete compone la diciannovesima opera. Come sempre non darò descrizioni dettagliate dell’insieme e delle singole opere, sono dell’idea che troppe descrizioni e troppe indicazioni tolgono a chi guarda il Se nell’opera e nel racconto e ciò gli farebbe osservare il mio racconto senza che la propria voce interiore possa creare il racconto che pone chiunque osserva in quelle “riflessioni”, ovviamente per chi vorrà il mio racconto ci sarà, ma solo dopo aver visto per la prima volta le opere da soli il secondo passaggio averrà con me come Cicerone di me stesso e del mio sguardo sul mondo. Percorrete con me questo cammino di indignazioni per i mali del mondo e della determinazione necessaria a combattere il male. Essendo anche un “racconto” di una parte della mia vita contiene anche un paio di “auto ritratti” con citazione.

“L’arte è la parte esterna dell’anima, l’appendice di un corpo che ciba gli occhi, una sorta di porta fra realtà e immaginazione

Norberto Tedesco:

Nasco a Davos Platz (CH) il 10 gennaio 1966 ma dall’età di sei anni vivo in Italia a Giffoni Valle Piana, dove esercito la mia attività artistica. Mosso da stimoli artistici fin da giovanissimo, ho proiettato i miei studi verso di essi, fino ad arrivare a Roma per frequentare l’Accademia delle Belle Arti. Ho partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ho, inoltre preso parte a diversi Premi d’Arte, riscontrando plausi e apprezzamenti dalla critica, dal mercato e da importanti personalità, per la compiutezza e, soprattutto, per le tematiche sociali che le mie opere affrontano. Curioso ed eclettico d’animo, mi sono affacciato su diversi bacini di pensiero, avvicinandomi a stili e tecniche spesso in contrasto fra loro. Ma è nel figurativo che il mio spirito si appaga maggiormente; lo affronto sia in pittura, sia nella fotografia, nella progettazione grafica, e nella realizzazione di collage e décollage. Le mie opere sono destinate sia ad un pubblico “colto” che alla “gente comune” perché il mio intento è comunicare sensazioni e stati d’animo lasciando libera la chiave interpretativa e la collocazione stilistica. Negli anni l’evoluzione artistica mi ha avvicinato al decollage, lavoro principalmente su foto di mia realizzazione fatte a me stesso, ad amici e parenti che uso come base di partenza, oppure da immagini prese dal web, successivamente elaborate in computer grafica e successivamente stampate per la realizzazione finale.

Partendo dalle immagini ottenute, si procede alla realizzazione del decollage, con gli anni al decollage ho affiancato quello che io chiamo collage/decollagematerico realizzo le opere usando come “tavolozza” i colori ricavati dallo strappo di pagine di riviste, in alcuni casi diventa anche collage/decollagematerico scultoreo quando questo tipo di realizzazione la uso creando opere in 3d. Pe un’esigenza comunicativa continua e veloce negli anni ho affiancato all’attività in studio l’attività al computer per la creazione di collage/decollage digitali usati per l’Arte digitale. Come detto dal prof. Sgarbi sulla scia di Mimmo Rotella e Raymond Hains, creo opere-denuncia, frutto delle mie riflessioni nei confronti di una società che troppo spesso opprime, censura, denigra il passato e avvilisce ogni speranza, sono, però, un ottimista, credo nel prossimo, nel futuro e nella libertà di scelta, e vi invito a fare altrettanto, ripartendo dai valori più puri.





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Queste sono le opere che vi accolgono e aprono il mio percorso narrativo, le prime due di diciotto sulla parete che come vi ho detto in precedenza di fatto diventa la diciannovesima opera.

Sono “Ritratto di Gesù e Ritratto di Gesù il volume” del 2012 (queste sono le opere con le quali ho partecipato alla prima biennale d’arte di Palermo e che mi hanno fatto guadagnare l’invito del Proff. Vittorio Sgarbi al suo “Porto Franco gli artisti sdoganati da Vittorio Sgarbi”.

Sono lì insieme alle altre in attesa della vostra visita e se vorrete del vostro commento, e resteranno lì fino al 20 marzo, non fatele aspettare troppo, e se ci sarò dopo che le avrete guardate da soli se vorrete vi “racconterò i miei perché” …

Ci sono volte in cui aver ragione mi fa gongolare, averci visto giusto mi piace, poi, poi ci sono quelle volte in cui averci visto giusto non mi piace perché avrei voluto fortemente sbagliare…

Queste sono altre due opere in esposizione, (le ultime che pubblicherò fino alla fine della personale) sono “IQ0 del 2017 & 2021 Dopo Cristo” tutte e due precedenti agli avvenimenti che stanno usando come pretesto per compiere un genocidio…

Vi invito a recarvi lì per vederle insieme alle altre sedici più una che compongono tutto il mio percorso narrativo….

Destinazioni ostinate e contrarie…!!!…

Dopo lunga attesa torna una personale del M° Tedesco.

Già dal titolo si intuisce il taglio delle opere. Da lungo tempo,con maestria ed occhio critico il maestro con l’utilizzo dei decollage e della tecnica mista associa e condensa più rappresentazioni all’interno delle sue opere.

“Destinazioni ostinate e contrarie”: un viaggio che si snoda in 18+1opera (la diciannovesima data dalla visione d’insieme dell’intera esposizione) è uno spaccato delle brutture del mondo a partire quasi dalle sue origini. Una riflessione attenta,puntuale e tagliente sulle maggiori “istituzioni,caste e cecità” legate all’attuale società.

Una personale che induce a molte riflessioni,che apre a molti quesiti,sui quali ciascuno di noi dovrebbe interrogarsi!

Se a partire dalla nostra quotidianità e dal nostro piccolo,ciascuno facesse la propria parte, probabilmente molte brutture sarebbero meno brutte.

Dalla chiesa, alle guerre,alle armi tutte,compresi i cellulari e le nuove intelligenze,la violenza inaudita in ogni sua forma…alla lontananza delle persone,che come monadi isolate percorrono vite dettate dell’apparire…in contrapposizione all’essere che appare sempre più vanescente. Un mondo di sogno,che pare lontano per chi lo ha vissuto,ma che desta quella speranza che mai va abbandonata.

La destinazione ultima:il meraviglioso mondo dell’infanzia che SEMPRE e ad ogni costo dovrebbe essere preservato. Con una modella d’eccezione,speciale ed unica, che con il suo vissuto insegna a molti adulti come uno “sguardo” faccia davvero la differenza…

La mostra si chiude con una promessa,dedicata proprio all’infanzia che ben fa sperare che ancora tutto è possibile,se,ciascuno prova a destarsi dal torpore e si ri-abitua a quella meravigliosa e difficilissima attitudine che è il “pensiero”!

Infine,ma non in ultimo, ulteriore chiave e spunto è la traccia in ogni opera di elementi esclusivamente personali e della propria storia di vita dell’artista. Un condensato di emozioni che sono a disposizione del fruitore attento! Un “arrivederci a presto” per la dedica della personale,associato alla promessa del futuro dedicata “ai cuccioli”!

Complimenti al Maestro che con criticità e senza timore, ancora una volta usa la sua arte per uno spaccato importante che si delinea in diverse prospettive! 

Giulia Troisi

Conclusa ieri la mostra di Norberto Tedesco DESTINAZIONI OSTINATE e CONTRARIE presso le Fornaci Falcone al Cilento outlet Village. Una galleria di opere, molte inedite, da sperimentarsi come un continuum spazio/tematico dove l’artista ancora una volta raccoglie le forze e le competenze del suo percorso per esprimere le urgenze (e sofferenze) di una visione sul mondo.

Antonio Cherchi


Le OPERE e la loro Poetica..


Opera numero uno, quella che apre il “percorso narrativo”:

Titolo:

Ritratto di Gesù

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Foto, computer grafica, collage, decollage e foglia di bronzo su carta

Anno 2012

Misure 100×70

UNO

Gesù che lo si consideri figlio di DIO o un semplice profeta è colui che per aver insegnato al mondo che bisogna amare il prossimo tuo come te stesso è stato messo a morte, e quella morte è avvenuta per volere dei “grandi” sacerdoti che vedevano in Gesù un enorme ostacolo al loro potere. Ma quella morte anziché renderlo innocuo lo ha reso ETERNO e seguito in tutto il mondo, e nel momento che si resero conto che non potevano fermarlo lo resero loro, per secoli è stato rappresentato alto, biondo e con gli occhi azzurri nella maggior parte delle sue raffigurazioni, nel suo nome si è creato un “impero” malgrado lui dicesse “ovunque due o più persone si fermano a pregare lì è la mia chiesa”, in suo nome si sono compiute e si compiono ancora nefandezze di ogni genere, è di ieri la dichiarazione della consigliera spirituale del presidente statunitense che lo ha paragonato a Gesù aggiungendo che il presidente agisce per volere di DIO. E non avviene solo per il cristianesimo ogni religione ha fatto la stessa cosa con i loro profeti e il loro DIO trasformano messaggi di amore in tutt’altra cosa e trasformando in infedeli da fermare in ogni modo e a ogni costo tutti quelli che non appartengono al loro credo. Da millenni e ancora oggi chi governa Israele usa DIO e la terra che gli ha promesso come giustificazione alle loro IMMONDE azioni, dimenticando due “semplici” cose ovvero che le loro leggi sono state abrogate dalla venuta di Cristo e che la legge unica è diventata “ama il prossimo tuo come te stesso” rendendo il mondo casa per tutti e i popoli un unico popolo, e che se pure vogliamo dare per vero che DIO aveva stipulato un patto con loro e che la prova di quel patto erano le tavole della legge, l’arca dell’alleanza e il tempio che le conteneva quel patto è venuto annullato con la perdita da parte loro delle tre cose, oggi del loro tempio non resta nulla e l’arca e le tavole non sono più in loro possesso, quindi l’ipotetico patto è rotto. Fermo restando che per quanto mi riguarda nessun DIO fa un patto che porti con sé la distruzione di altri popoli questi sono patti che si possono fare con i demoni. E Gesù? Gesù salvo le dovute eccezioni è diventato la “merce” che i “mercanti” di oggi vendono nei templi di oggi. Ma non c’è potere o potente che tenga, non c’è alterazione fatta al suo messaggio e impero costruito a suo nome che possa fermare il suo vero ministero, Gesù è la speranza dei popoli, la salvezza per chi crede che lui è il figlio di DIO, la sua vita è stata dedicata agli ultimi per renderli primi ed è per questo che nell’immagine che compone l’opera vi ho posto un “corpo contemporaneo” il cui vero volto è nascosto dal collage creato usando parte dell’iconografia classica che nei secoli lo ha rappresentato.

“Non chiunque mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori! – Vangelo secondo Matteo 7:21-23”

Essendo io uno di quelli che crede alla sua potenza Divina voglio finire questa descrizione con una speranza, se la sua crocifissione provocò il crollo del tempio che in concomitanza con le commemorazioni di questa Pasqua possa finire e crollare definitivamente il regno dei malvagi sulla terra, buon Venerdì Santo a tutti. 23 aprile 2026.


Opera numero due del “percorso narrativo”:

Titolo:

Ritratto di Gesù il volume

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Foto, computer grafica, collage, decollage, rilegatura su carta e cartoncino

Anno 2012 Misure 50×50

DUE

Il volume racchiude il concetto del ritratto ampliandolo, approfondendo i concetti di sfarzo e povertà, di idolatria e fede vera, di appropriazione e appartenenza vera, e nelle due pagine principali ci sono la “biografia” storica di Gesù e quelli che ho definito “pensieri su Gesù” che sono questi:

Gesù Cristo è l’uomo crocifisso più famoso al mondo malgrado la crocifissione fosse usata per reprimere e controllare un popolo sottomesso, il solo Quintilio Varo crocifisse 2000 persone, l’imperatore Floro durante l’assedio di Gerusalemme nel 66 per intimidire i nemici crocifisse molti dei 3600 nemici caduti in sua mano. Poco importa se si crede che Gesù Cristo sia il figlio di DIO  nel cui nome siamo salvi come io Credo, o che lo si veda semplicemente come una figura storica, Gesù è stato un uomo giusto che amava e insegnava ad amare, nel cui nome si sono unite e integrate le storie e le speranze di popoli diversi, la sua vita è la vita di una persona eccezionale “un Ragazzo, un Giovane” che viveva per il prossimo la sua vita si è conclusa con una morte tragica, ma quella morte che lo doveva fermare lo ha reso immortale facendolo diventare il simbolo dell’oppressione e della violenza dell’uomo sull’uomo, e, quella Roma che complice dei farisei decretò la sua morte oggi divulga al mondo la sua storia…  la sua resurrezione ha introdotto al mondo il “merito da bontà” …. ma come per tutto “quella parte di umanità dedita al potere” dove non riesce a contrastare sfrutta.

L’uccisione di Gesù fu fortemente voluta dai “dottori della legge” che intorno ai comandamenti e alla loro interpretazione avevano posto le basi del loro potere e della loro ricchezza, e quell’uomo che andava divulgando l’amore e il bene facendo prodigi di ogni genere andava fermato a salvaguardia di ciò, e dunque alla fine riuscirono ad ucciderlo con la complicità di chi responsabile della sua morte

ipocritamente se ne lavava le mani, ma, malgrado la sua morte in seguito alla sua “contrastata” risurrezione il suo messaggio d’amore andava avanti quindi si passo a perseguitare e uccidere i suoi “discepoli” e i suoi seguaci, ma a nulla è servito come un fiume in piena quel messaggio d’amore ha travolto e disintegrato quel “tempio” e l’Impero romano, fino ad arrivare all’ultimo imperatore che

è divenuto il primo papa l’impero continua nel nome di Gesù. Ma non nel rispetto delle sue “norme d’amore” crociate, inquisizioni, indulgenze e assurdità varie hanno vestito, interpretato e modificato il “verbo” come i “dottori della legge” facevano con i dieci comandamenti e le leggi, per trarne profitto e se Gesù durante la sua vita caccio dal tempio chi vendeva merci in un luogo sacro ora la merce venduta è Lui, si sono incrociati e fusi credi e costumi dai paramenti “egizi” alle feste “pagane” creando un unico corpo “cerimoniale” si fanno richieste e offrono sacrifici a sculture e immagini poste in centinaia di “templi” in una “ idolatria” che Gesù disprezzava. Si sono tradotte modificate e interpretate le scritture passando attraverso la divulgazione orale, i rotoli, l’ebraico antico, le prime traduzioni in greco, quelle latine e i passaggi a tutte le lingue del mondo dove ognuno ha corretto tolto e aggiunto a modo suo, deciso cosa andava bene e cosa non andava bene, basta vedere anche la classificazione dei vangeli in canonici e apocrifi. 

Si sono create e moltiplicate “chiese” e “culti” che divisi nel suo nome formando centinaia di “religioni” e ordini diversi che costruiscono “cattedrali” e accumulano ricchezze, l’iconografia (soprattutto la più recente) raffigura quasi in modo predominante Gesù alto biondo e con gli occhi azzurri occidentalizzandolo, malgrado sia nato in Israele ma in quanto Dio deve essere simile al

popolo che lo assurge a proprio Dio e anche in ciò si mette da parte il suo “verbo” e si interpreta con l’arroganza del razzismo…

Si venerano e santificano i chiodi, la croce (o i pezzi di essa), le fruste, le spine che lo hanno torturato e ucciso, i panni che hanno asciugato il suo volto sofferente e il lenzuolo che dovrebbe aver contenuto il suo corpo dopo la crocifissione, si fanno reliquie di chi divulgando veramente il suo “verbo” e il suo credo d’amore ha sacrificato la sua vita, esponendo i loro corpi per ulteriore (macabra) ostentazione e idolatria. Si benedicono nel suo nome armi, eserciti, mostri portatori di morte, per non dispiacere il “potente” nulla si fa o dice per contrastare il “male” anzi si banchetta con essi, divenendo essi stessi “potenti”.. Ognuna di queste “chiese” dice di essere quella giusta a differenza delle altre, grazie a ciò il “cristiano” medio è convinto che con qualche supplica, preghiera, atto di fede e sacramento si guadagni il “Paradiso” e in caso di “peccato” attraverso una confessione, la partecipazione ad una processione (che d’inverno non c’è, e in caso di pioggia viene sospesa), recarsi in pellegrinaggio e attività simili si rimedia all’errore… In questo mare di “sacerdoti” si perdono; “Va lascia tutti i tuoi beni ai poveri e seguimi, e, Ama il prossimo tuo come te stesso, non c’è altro comandamento al di fuori di questo…” il suo “Verbo” dovrebbe essere la chiave della “fede” fare dell’amore verso sé stessi e gli altri

come lui ha fatto la nostra appartenenza a lui. A dispetto di tutte le “interpretazioni, modifiche, cancellazioni e mimetizzazioni” del suo “verbo” il messaggio di Gesù è andato avanti in ognuna delle “chiese” ha trovato chi ha fatto sue e applicate quelle parole dal più umile al più alto in “grado” agendo così come lui faceva e insegnava, chi ha fatto dell’amore e del perdono il suo stile di vita, e, proprio grazie e in virtù di quella semplicità che malgrado gli ostacoli e le barriere il messaggio di Gesù continuerà a diffondersi e a travolgere gli “imperi e gli imperatori”; in qualsiasi posto due o più persone si riuniranno in Nome mio li sarà la casa di Dio.


Opera numero tre del “percorso narrativo”:

Titolo:

IQ0

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage, decollage

Anno 2017

Misure 110×70

TRE

Se le due precedenti erano le opere che portavano alla luce la peggiore abitudine dell’umanità ovvero appropriarsi delle divinità questa è l’opera che dà il la all’intera narrazione, da qui nasce il percorso fatto di riflessioni e domande a cui dare una risposta. Quest’opera l’ho completata nel 2017, ma l’idea germogliò in me quando trump (permettetemi di non concedergli la maiuscola a questo nome immondo, preferirei perfino non doverlo citare) “decise” di candidarsi alla presidenza degli stati uniti (anche qui permettetemi di non concedere le maiuscole), e devo dire che hai me, hai noi sono stato fin troppo profetico, se era attuale al momento del primo mandato lo è ancora di più oggi (e non è certo un caso che in questo periodo ho tenuto la personale, il caso non esiste ma esiste ciò che facciamo per cambiare le cose, il mondo), ovviamente il lercio rappresentato è il protagonista principale dell’opera, ma non è dedicata solo a lui, in essa si racconta molto di più e le “citazioni” che racchiude rendono ciò evidente.

In quest’opera si raccontano la storia americana, o meglio statunitense (perché dimentichiamo sempre che l’America è il continente di cui gli stati uniti fanno parte e non sono loro l’America) scritta da chi ha occupato la sedia del “potere” nel corso dei secoli, “potenti” che per i loro scopi hanno causato anche la morte dei loro figli.

Una nazione che permette ad un essere come trump di sedere sulla poltrona della presidenza o è una nazione composta da ignoranti (ma i cittadini statunitensi ignoranti non sono, anzi) o è una nazione che agisce nell’ombra in barba al mondo intero, alle istituzioni mondiali e perfino ai suoi cittadini.

Come nasce secondo me il modello iper capitalistico usa? Sintetizzo di molto, subito dopo aver finito di massacrare gli indiani e uccidersi tra loro con la guerra di secessione questi SIGNORI DELLA GUERRA si sono dedicati al resto del mondo, se c’è una cosa che la storia recente ha ampiamente dimostrato è che questi “signori” stanno dietro ad ogni conflitto che è avvenuto su questo pianeta, attraverso le guerre e la morte in giro per il mondo hanno mantenuto altissimo il loro Pil generando ricchezza con l’industria bellica, la ricostruzione e lo sfruttamento delle risorse dei paesi dove hanno esportato la loro “demoniocrazia”, non hanno e non hanno avuto nessun problema o rimorso nemmeno quando a morire per raggiungere questi obbiettivi erano gli stessi cittadini statunitensi e non sono poche le famiglie che si ritrovano una vuota bandiera e un’inutile medaglia tra le mani al posto dei figli/e, dei padri, madri o dei compagni/e, questi signori sono quelli che oggi chiamano la ricostruzione di ciò che hanno contribuito a DISTRUGGERE Bord of Peace e ieri lo chiamavano Piano Marshall o European Recovery Program, sono quelli che hanno favorito la nascita dello stato di Israele (come lo conosciamo oggi dopo che ha gettato la maschera che ovviamente ha fatto suo il sistema statunitense di sterminio e conquista) e che con esso sta destabilizzando tutto il Medio Oriente e il mondo, e hanno la pretesa di dire che lo fanno in nome della giustizia e della democrazia, nulla di più falso, la democrazia ovvero il principio della sovranità popolare per costoro non esiste e persino a casa loro è fin troppo evidente.

A questo punto l’opera chiede a chi la guarda è sufficiente quello che hanno fatto fin qui? È sufficiente che usano la “libertà” come scettro di un regno di macerie e morte? Vedete quello che fanno?

A questo link la descrizione originaria dell’opera https://norbertotedescoart.com/2020/02/22/iq0/


Opera numero quattro del “percorso narrativo”:

Titolo:

2021 dopo Cristo

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, decollage

Anno 2021

Misure 50×50

QUATTRO


Piccola premessa quest’opera è del 2021, a buon intenditor.
Da quando nel 1948 è stato proclamato lo stato di Israele a danno delle popolazioni che già vivevano lì l’attività principale dei suoi governanti è stata la distruzione sistematica della popolazione palestinese (che solo oggi si ha il coraggio di chiamare genocidio) e l’appropriazione illegale delle loro terre, negli ultimi anni usando come pretesto gli accadimenti del sette ottobre duemila ventitré l’azione si è ampiamente intensificata e allargata a tutto il Medio Oriente, anche grazie al silenzio e alla complicità di quasi tutti i paesi europei Italia in testa, purtroppo per le persone per bene del nostro paese.
Questi demoni con la pretesa della terra promessa massacrano impunemente da settantotto anni con la silente e colpevole indifferenza che ne fa complicità di quasi tutto l’occidente.
Nell’opera si notano macerie, sulle quali si intravedono i resti dell’arca dell’alleanza e delle tavole della legge, ora la domanda a questi demoni potrebbe essere “se siete il popolo eletto e agite per concessione divina perché non siete più in possesso (se mai sono esistite) dei simboli che sancivano questa alleanza, e perché non esiste più il tempio che li conteneva (e anche qui se mai è esistito)? La risposta potrebbe essere DIO vi ha riconosciuto per ciò che siete e vi ha abbandonato, del resto avete preteso l’uccisione di suo figlio.
Nell’opera si intravede anche un orsacchiotto con il più famoso fucile da guerra americano conficcato nel petto da cui sventola una bandiera israeliana, l’orsacchiotto rappresenta i bambini massacrati da questi demoni il bianco intorno ad esso rappresenta il sangue, il fucile da guerra americano rappresenta la complicità e la partecipazione dei governi statunitensi in queste azioni ed è per questo che la bandiera sventola da esso, Israele nasce e da allora fa ciò che ritiene opportuno soprattutto grazie ai governi statunitensi in un continuo scambio di “favori reciprochi” (stiamo vedendo proprio in questi giorni che mentre il folle americano ha accettato una “tregua” gli israeliani continuano a bombardare contribuendo a tenere più che instabile il tentativo di pace) e insieme stanno tentando di ridisegnare il Medio Oriente secondo i loro canoni di “civiltà”, la “civiltà” dell’IPERCAPITALISMOARROGANTE che sta destabilizzando tutto l’occidente e complicando le cose nel resto del pianeta. 10/04/2026


Opera numero cinque del “percorso narrativo”:

Titolo:

Little kings on the abyss..

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, decollage

Anno 2020

Misure 50×50

CINQUE

Piccoli re sull’abisso, ognuno di noi è “RE” del proprio mondo, un mondo sempre più stretto in cui come nel monologo di quinto potere ci blindiamo cercando di trovare la tranquillità e mantenere il nostro tenore di vita attraverso un illusorio benessere chiedendo a gran voce almeno nel mio salotto lasciatemi tranquillo, ma anziché andare alla finestra a urlare sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più come nel film rimaniamo sulla poltrona, ci rannicchiamo su di essa sperando che i mali del mondo non ci raggiungeranno mai, ma chiusi in quel mondo non ci accorgiamo che quel mondo diventa sempre più stretto e quei mali ci hanno già raggiunti, siamo sospesi sulla tempesta e basterà un’onda più alta per raggiungerci. Qualche “re” sembra stare più in alto della tempesta, e sembra poter rimanere tranquillamente al sicuro nel suo mondo, un “re” addirittura sembra occupare la posizione migliore ma a guardarlo meglio su di lui sono già presenti i segni che l’indifferenza ai mali del mondo arreca o arrecherà a tutti gli indifferenti.


Opera numero sei e sette del “percorso narrativo”:

Titolo:

Nel nome di… 01 & Nel nome di… 02

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Fotografia, decollage

Anno 2026

Misure 50×50

SEI & SETTE

Femmine e maschi pari sono, e di certo non è un pari di cui vantarsi ma è la più sporca delle abitudini dell’umanità, soprattutto di quella parte di umanità che raggiunge il “potere”, quello economico, politico, sociale e perfino religioso, coloro che mentre si cospargono il capo di cenere o si radunano nelle chiese cercando la benedizione del santo di turno o addirittura direttamente divina pregano fervidamente a favor di pubblico e ovviamente tutto quello che fanno è in nome del proprio DIO. Le peggiori nefandezze che tutte le religioni condannano vengono fatte da sempre in nome di un DIO. A livello politico tra quelli che ufficialmente prendono le decisioni che influenzano la vita del pianeta ci sono anche la nostra donna , madre e cristiana, alla guida dell’Europa abbiamo la von der Leyen che alla sua rielezione chiese che DIO doveva salvare l’Europa dagli estremisti (quindi di fatto anche da lei, dalla collega italiana e da tanti altri come loro il cui unico vero dio sono “potere” e denaro, che DIO l’ascolti e ci salvi da loro) e poi senza andare a cercarli tutti abbiamo i due capolavori assoluti dei nostri tempi (e per nostri tempi intendo tutto il loro arco di vita) il genocida e i suoi solidali che in nome del loro dio che dicono li scelse come popolo eletto stanno compiendo un GENOCIDIO per conquistare la terra promessa che a quanto pare col tempo comprenderà l’intero pianeta (tanto li lasciano fare) e il suo amichetto statunitense (e i suoi solidali) che ormai si raffigura persino come un cristo dei nostri tempi, e si fa persino benedire da un manipolo di pseudo pastori evangelici in diretta dallo studio ovale. Ma mentre nascondono (male) le loro vere intenzioni e pregano le loro mani giunte grondano di sangue, quello degli innocenti di cui hanno causato la morte, e i loro abiti immacolati sono in realtà lordi di sangue, sangue di cui dovranno dare conto a DIO un giorno. 18 aprile 2026


Opera numero otto del “percorso narrativo”:

Titolo:

SELF…

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale

Anno 2023

Misure 50×90

OTTO

Questa di fatto ha bisogno di poche parole.

Mentre il mondo brucia per le azioni di pochi demoni che ancora ci conducono inesorabilmente verso l’apocalisse, mentre chi veramente sa cosa sta succedendo nel mondo le vittime delle loro azioni cercano una via di fuga e di salvezza verso l’occidente (dove trovano ad accoglierli poca empatia e tanta diffidenza e razzismo) una grossissima fetta del popolo occidentale e di quella parte di mondo dove l’iperconsumismo capitalistico la fa da padrone vivono come se nulla fosse e come se tutto ciò non li riguardi, e, mentre sono impegnati nelle loro attività di condivisioni, selfie e rincorsa a quel finto benessere che li faccia entrare a pieno titolo sul gradino più alto possibile del regno dell’iperconsumismo capitalistico, mentre dormono sull’orlo del precipizio in cui è caduta l’umanità nemmeno si accorgono che l’erosione verso la fine colpisce anche il loro mondo e persino loro stessi e come in una clessidra la sabbia di illusioni di cui sono composti cade ai loro piedi disintegrandoli a poco a poco ma inesorabilmente.


Opera numero nove del “percorso narrativo”:

Titolo:

No future in the Air

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Fotografia, decollage

Anno 2019

Misure 70×100

NOVE Questa si può definire la più tragica delle opere esposte è del 2019 e già la situazione era tragica ma oggi è ancora più tragica, e chissà cosa potrà succedere domani, rappresenta l’azione più autolesionistica che l’umanità possa compiere, il silenzio più grave dell’umanità, il punto più alto che l’imbecillità umana potesse raggiungere. Rimanere in silenzio a guardare mentre l’infanzia viene cancellata dal futuro e ciò avviene mentre si inseguono eccessivo benessere personale, soldi, potere e glorie effimere, si mette da parte il necessario per l’infinitamente inutile, il tutto avviene in due modi (ovviamente sintetizzo) nelle parti povere del pianeta quelle che noi occidentali fingendo che non siamo noi la causa di quelle povertà arrogantemente chiamiamo terzo mondo, in quelle zone i bambini oltre alla fame e alla miseria che da secoli li uccide stanno venendo letteralmente massacrati e usati per qualsiasi nefandezza compresa quella del traffico clandestino degli organi, intere generazioni sono state già cancellate dal futuro e se i demoni continueranno la loro azione indisturbati in un futuro non troppo lontano si potrà parlare di estinzioni di etnie. In occidente invece l’infanzia viene abbondantemente trascurata, non sono più piccoli da accompagnare nel percorso della crescita e della vita ma numeri statistici, bassi numeri statistici visto l’alto calo demografico in occidente che è sempre più alto di anno in anno, i figli non sono più il desiderio di continuità familiare ma un lusso che ci si può permettere o no, e la causa principale di ciò è la società ipercapitalistica in cui viviamo, in cui ci hanno volutamente precipitati per i loro tornaconti economici, i cuccioli hanno preso il posto dei figli, in tutto ciò i pochi bambini occidentale non son più bambini (salvo rare eccezioni) ma adulti in miniatura da esibire, piccole copie carbone dei loro genitori e del livello sociale a cui appartengono, griffati, firmati e anestetizzati dal device di turno che viene loro concesso dai primissimi mesi di vita, ovviamente questi finti bambini si catapulteranno velocemente e voracemente nel mondo adulto bruciando tutte le tappe con il beneplacito dei genitori e della società perdendo definitivamente e senza possibilità di recuperarla l’unica fase felice e totalmente spensierata della vita di un essere umano. In poche parole, abbiamo cancellato l’infanzia in modo fisico e non e nell’opera la cosa è resa evidente dal fatto che nel presente sono rimasti solo i palloncini e dei bambini abbiamo solo il riflesso nella vetrina di ciò che fu in un passato non troppo lontano.


“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero dieci del “percorso narrativo”:

Titolo:

Subordinazione 01

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, decollage

Anno 2026

Misure 50×50

“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero undici del “percorso narrativo”:

Titolo:

Subordinazione 02

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, decollage

Anno 2026

Misure 50×50

“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero dodici del “percorso narrativo”:

Titolo:

Subordinazione 03

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, decollage

Anno 2026

Misure 50×50

“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero dieci, undici e dodici del “percorso narrativo”:

Titolo:

Subordinazione 01, 02 & 03

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, decollage

Anno 2026

Misure 50×50

DIECI, UNDICI & DODICI poetica delle opere:

Queste opere sono state esposte in verticale una sull’altra di fatto a comporre un’unica opera che in virtù delle due frecce messe l’una al vertice e l’atra alla base converge in un punto ben preciso (il perché si comprende nella visione d’insieme dell’intera parete, della diciannovesima opera), il loro titolo è subordinazione ovviamente s. uno, s. due e s. tre rappresentano quanto l’umanità è subordinata al “potere” ai “potenti” quanto è pronta a credere ad ogni cosa venga detta da chi è al “comando”, sono sempre stato convinto che la famosa diretta di Orson Wells del 30 ottobre 1938 in cui annunciava l’invasione degli alieni non fu uno “scherzo” ben congeniato ma un esperimento sociale, e se pure fu uno scherzo fece capire a coloro che stavano e stanno nelle stanze dei bottoni mondiali quanto era ed è fin troppo facile ingannare l’umanità attraverso l’informazione manipolata, e così negli anni manipolazione dopo manipolazione, fandonia dopo fandonia, abuso dopo abuso, distruzione dopo distruzione hanno costruito per loro convenienza una società sempre spaventata e sempre più sotto il loro controllo e il loro indegno e demoniaco dominio, se prima per costruire una fandonia dovevano essere credibili, lavorarci tanto, costruirla bene e non con superficialità oggi gli basta (forse perché ormai grazie a questo lungo lavoro hanno tolto a una grossa fetta di umanità la capacità di ragionamento) poco, in alcuni casi pochissimo affinché la loro narrazione sia considerata verità assoluta da moltissimi. Ancora e soprattutto oggi la paura è il migliore dei mezzi per dominare l’umanità, hanno indotto ogni tipo di paura, della crisi, verso il diverso, verso chi la pensa in altri modi, verso chi crede in un Dio diverso dal nostro e potrei continuare all’infinito si sono inventati di tutto e di più e per dare forza alle loro fandonie hanno sparso e spargono sangue innocente e sempre più gli esseri umani occidentali (perché a chi fugge da fame, morte e miseria vera non è data nemmeno questa possibilità) si rinchiudono sempre più nel loro mondo e cercano di stare tranquilli almeno nel loro illusorio se pur temporaneo benessere e sempre più in balia delle decisioni di chi mal governa il mondo le cui decisioni ci indicano verso quale paura dobbiamo indirizzarci, veniamo sballottolati da un’emergenza all’altra fino ad arrivare ad una condizione di rassegnazione catatonica che è peggio della morte..


“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero tredici del “percorso narrativo”:

Titolo:

Il mondo che verrà

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Collage digitale, computer grafica

Anno 2021 Misure 50×50

TREDICI

Posso essere breve nella descrizione di quest’opera, non perché non c’è da dire in merito ma perché dovrebbe essere chiara nel suo intento, semplice come il segnale stradale in cui viene inserita e che, come i segnali in pochi attimi, devono essere compresi. In pratica i costruttori del mondo che verrà siamo noi, dobbiamo essere noi, non possiamo più lasciare nelle mani di pochi ipocriti e ipocrite il destino dell’umanità e del mondo, dobbiamo prendere in mano il futuro e decidere in che direzione andrà “Il mondo che verrà”, se non per noi abbiamo il dovere di farlo per le generazioni future, “Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli e a loro dobbiamo restituirlo migliore di come lo abbiamo trovato.” antico detto masai citato anche da Robert Baden-Powell.


“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero quattordici del “percorso narrativo”:

Titolo:

Destinazioni

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Decollage, collage

Anno 2016

Misure 110×70

QUATTORDICI

Destinazioni, quali possibili? Nessuna al di fuori del nostro pianeta, non abbiamo una nave spaziale che possa portarci in salvo su un pianeta b da poter distruggere dopo aver distrutto la terra, malgrado le favole che ci raccontano e i miliardi che bruciano per cercarle nell’universo è qui che dobbiamo rimanere, i danni arrecati sono tanti, troppi e più che evidenti, il buio prevale sulla luce ma non è ancora predominante, abbiamo ancora una speranza, il punto di non ritorno è vicino se non già superato e tutti insieme ci dobbiamo impegnare per salvare il nostro pianeta soprattutto dai nostri abusi anziché cercarne di nuovi, e non va fatto perché è figo farlo ma perché è necessario, inderogabile e siccome non saranno certo i “potenti” del mondo a farlo dobbiamo farlo noi uniti in un unico scopo “ripulire” il mondo perché un altro dove andare non lo abbiamo, e mi sa che per farlo bene dovremo come primo passo LICENZIARE i “potenti” del mondo.


“Destinazioni ostinate e contrarie” le opere:

Opera numero quindici del “percorso narrativo”:

Titolo:

Light or darkness..?  

Autore: Norberto Tedesco

Tecnica:

Fotografia, decollage

Anno 2026 Misure 100×70

QUINDICI

Anche questa è un’opera che non ha bisogno di troppe spiegazioni e descrizioni, è abbastanza semplice e intuitivo capirne il senso. E’ un ritratto di una giovane donna, con se ha il suo bagaglio “leggero” ma contenente tutta la sua esistenza (esistenza di cui porta anche i segni addosso), affronta il suo cammino nella vita, ha scelto, scende verso il basso ma approfittando della pausa riflette e vede già la via per risalire, è una via obbligata, per raggiungere la conoscenza deve scendere verso il buio per poi poter risalire verso la luce, e avendo conosciuto il buio avrà più rispetto per la luce, perché avrà faticato e lottato per raggiungerla e avrà più rispetto soprattutto per se stessa.

E tu che guardi l’opera cosa scegli la luce o il buio e quale è il tuo cammino che ti porta a compiere la tua scelta?

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