“2020”: L’immensità delle cose a cui stiamo rinunciando forse non ci è ancora chiara, ma con la paura della malattia ci stanno togliendo le componenti fondementali per la VITA, gli abbracci, i baci le carezze sono l’alimento che alimenta il cuore, lo stare con e tra gli altri sono il sole che dà energia alla mente, poter posare il tuo sguardo da distanza ravvicinata negli occhi di chi ci ama è il nutrimento della speranza. Quando la paura sarà l’unica abitante della nostra mente e del nostro cuore saremo definitivamente MORTI… The immensity of the things we are giving up is perhaps not yet clear to us, but with the fear of illness they are taking away the fundamental components for LIFE, hugs, kisses and caresses are the food that nourishes the heart, being with and among others I am the sun that gives energy to the mind, being able to look from a close distance into the eyes of those who love us is the nourishment of hope. When fear is the only inhabitant of our mind and heart we will be definitively DEAD …
Bambini una “parola” con cui tutti si riempiono la bocca, parola pronunciata all’infinito ma di cui pochi “colgono” il significato tanto che una serie infinita di bambini innocenti si “perdono” nel nulla di un mondo di “adulti” che li circonda ignorandoli e offendendoli in ogni modo, bambini vittime di guerre infinite in giro per il mondo, bambini vittime di traffici illeciti, bambini violati e violentati perfino dai sacerdoti, dagli insegnanti e dai familiari, bambini trascurati, bambini lasciati morire di fame perché si può andare su Marte ma non si possono sfamare i popoli, a questo concetto è dedicata l’opera che con un decollage multi materiale è eseguita assemblando pezzi di legno (di recupero) fino a creare un cavallo su rotelle, rotelle che a differenza dei giochi “che imita” non girano e non permettono “il movimento” quindi di conseguenza si resta “fermi” senza possibilità di fuga, sul corpo del cavallo sono presenti una serie di fori, “raffiche di proiettili” che hanno colpito il cuore e la testa del “cavallo”, la firma all’opera è stata “apposta” modificando il marchio di un europallet (recuperato anche esso con parte del suo legno) per indicare che tutto viene sacrificato in nome del “commercio mondiale” anche la vita degli innocenti, sul cavallo su tutte e due i lati ci sono una serie di articoli che “citano” atti contro gli innocenti dalla guerra alla violenza di ogni genere, a concludere la composizione c’è un “bambolotto di pezza”, un bambino ferito e mutilato che riporta sul suo corpo le tracce di tutte le atrocità che subiscono i bambini del mondo a causa delle guerre e dei commerci degli “adulti”, è privo di una mano e di un piede con parte della gamba come i bambini che le perdono su mine e con bombe di ogni genere anche mentre giocano, ha una grossa cicatrice sul ventre che va dal cuore all’inguine e due più piccole sulla schiena all’altezza dei reni come i bambini vittime del traffico degli organi, una serie di bottoni riproducono i fori di proiettili come quelli che tanti bambini nel mondo feriscono e uccidono, e non ha volto per due motivi, rappresenta tutti gli innocenti del mondo e le sofferenze, le parole i pianti di questi bambini vengono ignorati da una grossa fetta di umanità e da tutti i “potenti” del mondo, salvo strumentalizzazioni di ogni genere che non portano ad azioni concrete e vere a loro difesa e protezione, e ciò sta favorendo la scomparsa di intere generazioni di innocenti che muoiono a milioni nell’indifferenza generale. Generazioni il cui unico sogno è sopravvivere, ”Tutti i bambini hanno “sogni” per pochi di loro, quelli fortunati, qualcuno si impegna affinché quei sogni diventino realtà, per tutti gli altri la realizzazione dei propri sogni diventa un’impresa quasi impossibile perché i loro sogni si “scontrano” con gli interessi di chi è più “grande” di loro, e spesso, molto spesso si scontrano persino con ciò che i genitori “sognano” per loro” .
Quella di oggi più che un’opera voglio definirlo uno schizzo veloce senza “pretese”, una mia riflessione in punta di matita che ha solo lo scopo di far riflettere.. Conoscete la leggenda giapponese del filo rosso del destino? Ebbene per ognuno di noi esiste un solo filo rosso che ci lega alla nostra anima gemella, purtoppo questo filo è nascosto da una miriade di illusioni la maggior parte frutto di auto suggestioni. A nascondere questo filo ci sono migliaia di fili, qualche filo rosa che potrebbero anche andar bene, moltissimi fili grigi solitudini che unendosi alla nostra creano una solitudine più grande (anche se in coppia) e molti fili NERI quelli più pericolosi, quelli che per realizzare “se stessi” ci schiacciano senza pietà dando a noi le colpe di tutto e intanto che ci avvolgono con le lolo mortali spire annullano persino la nostra autostima e nelle loro mani diventiamo burattini ubbidienti e devoti da usare pronti a tutto per loro senza renderci conto del male che ci fanno, e ce lo fanno solo in virtù della nostra illusoria complicità.. Ora sarebbe facile pensare se è così nascosto da migliaia di fili come facciamo a trovare la nostra anima gemella? Semplice la nostra anima gemella, colui/lei che ci ama senza volere nulla in cambio è colui/lei che è felice quando riesce a renderci felice e nulla di più basta guardare questo “desiderio d’amore” per trovarlo/la…
Individualismi, piccoli regnati di piccoli satelliti di solitudine affacciati sul nulla, o peggio ancora sull’abisso, solitudini in nome del proprio interesse personale, tutti a curare gli interessi e le esigenze personali contro gli interessi e le esigenze della collettività e persino della famiglia. Un sistema talmente radicato utilizzato a tutti i lvelli dal più potente dei governanti e dal meno potente, da ogni clan a ogni religione fino a quasi ogni individuo. Tutto ciò ha portato e porta con conseguenze sempre più tragiche a inutili “lotte” per rafforzare il “regno” delle proprie solitudini senza accorgersi che non può esistere regno senza collettività, senza rendersi conto che la destinazione finale di questo sistema è l’abisso. La forza dell’umanità è nella “tribù” nella collettività e più è grande ed empatica e più ne trae forza giovamento e PACE. Ma a quanto pare l’umanità è posseduta dal demone dell’egoismo e dell’avarizia e non vede che i confini dei loro piccoli regni portano alla distruzione.
Individualisms, small reigns of small satellites of loneliness overlooking nothing, or worse still over the abyss, loneliness in the name of their own personal interest, all looking after personal interests and needs against the interests and needs of the community and even of the family. A system so ingrained used at all levels from the most powerful of rulers and the least powerful, from every clan to every religion up to almost every individual. All this has led and leads with ever more tragic consequences to useless “struggles” to strengthen the “kingdom” of one’s solitudes without realizing that there can be no kingdom without collectivity, without realizing that the final destination of this system is the abyss. The strength of humanity is in the “tribe” in the community and the greater and empathic it is, the more it benefits and PEACE. But apparently humanity is possessed by the demon of selfishness and greed and does not see that the borders of their little kingdoms lead to destruction
“Little kings on the abiss” – Società (Society) – Tecnica Computer grafica – 50X50 – 2020
“Accogliamo” un essere dotato di empatia, altruismo e bontà e con l’umana “istruzione” lo trasformiamo nel più egoista e crudele degli assassini disposto ad uccidere anche i propri simili in nome di FALSI ideali… “We welcome” a being endowed with empathy, altruism and goodness and with human “education” we transform him into the most selfish and cruel of the killers willing to kill even his own kind in the name of ideal FALSE …
In meno di tre generazioni grazie alla complicità e alla connivenza della maggior parte dei governanti mondiali, (soprattutto di quelli dei paesi più ricchi) l’impoverimento medio dei popoli è aumentato a dismisura, è stato dato alle multinazionali il diritto di impadronirsi dei beni fondamentali dell’umanità ai popoli viene negata persino la possibilità di avere SEMI, il sistema è talmente corrotto che se un contadino si ritrova col campo contaminato da semi modificati viene PUNITO per FURTO. Ormai oltre il 70 % dei semi e affini mondiali è nelle mani di poche multinazionali, e chi non ha la possibilità di acquistare i semi perde la possibilità di coltivare e a ciò si aggiunge la perdita (per questioni economiche) di biodiversità.
Lo stesso impoverimento a danno dei popoli avviene anche in altri “settori”; quello economico, quello delle acque, quello della “medicina”, e tanti altri. E tutto avviene alla “luce del sole” nella totale indifferenza (con poche eccezioni) dei cittadini benestanti del pianeta che si preoccupano più di quanto velocemente possono “condividere” la foto di quello che mangiano piuttosto che preoccuparsi di COSA mangiano, ignorando che è solo una questione di tempo prima che il problema raggiungerà anche loro. In less than three generations, thanks to the complicity and connivance of most of the world’s rulers (especially those of the wealthiest countries), the average impoverishment of peoples has increased dramatically, multinationals have been given the right to take over fundamental goods of humanity people are even denied the possibility of having SEEDS, the system is so corrupt that if a farmer finds himself with the field contaminated with modified seeds he is PUNISHED for THEFT. By now over 70% of the world’s seeds and allied products are in the hands of a few multinationals, and those who do not have the opportunity to buy seeds lose the opportunity to grow and to this must be added the loss (for economic reasons) of biodiversity. The same impoverishment to the detriment of peoples also occurs in other “sectors”; the economic one, the water one, the “medicine” one, and many others. And everything happens in “sunlight” in the total indifference (with a few exceptions) of the wealthy citizens of the planet who care more about how quickly they can “share” the photo of what they eat rather than worry about WHAT they eat, ignoring that it is only a matter of time before the problem will reach them too.
Cosa è cambiato in 31 anni, cosa è migliorato nel mondo da quel giorno a Tienanmen? Quasi nulla, in Cina si continua a vietare e nel resto del mondo si trovano “modi nuovi” per chiudere la bocca al dissenso dei cittadini, soprattutto dei giovani. Ma come la vicenda di George Floyd ha dimostrato non c’è regime o “democrazia” che tenga quando i popoli sono uniti nell’indignazione, non esiste mascherina o pandemia che possa mettere a tacere anzi essa stessa diventa mezzo di comunicazione. E se giorni di proteste hanno portato al cambio delle imputazioni nei confronti dei quattro poliziotti e messo a tacere Trump, se a Hong Kong malgrado i divieti si è commemorato è la dimostrazione che se anche i “potenti” si arroccano sulle loro torri e inventano sistemi nuovi per controllarci nulla possono se siamo uniti.
What has changed in 31 years, what has improved in the world since that day in Tiananmen? Almost nothing, in China it continues to ban and in the rest of the world there are “new ways” to close the mouth to the dissent of citizens, especially young people. But as the story of George Floyd has shown there is no regime or “democracy” that holds when people are united in indignation, there is no mask or pandemic that can silence, indeed it itself becomes a means of communication. And if days of protests have led to the change of charges against the four policemen and silenced Trump, if in Hong Kong despite the prohibitions he has commemorated it is the demonstration that if even the “powerful” are perched on their towers and invent systems new to control us nothing can if we are united.
Finché gli innocenti che hanno sacrificato la loro vita inutilmente saranno tanti, finché l’indignazione delle persone per bene non sarà tanto forte da spazzare via il malaffare, appendere lenzuola bianche ai balconi sarà solo apparenza e non servirà a nulla.
As long as the innocent people who sacrificed their lives unnecessarily will be many, until the indignation of the good people is strong enough to wipe out the underworld, hanging white sheets on the balconies will only be appearance and will serve no purpose
Illudiamoci pure, ignoriamo pure la realtà, crediamo pure che i virus, il cancro e ogni genere di malattia degenerativa siano mostri nati all’improvviso dal nulla e venuti da chissà dove, crediamo pure che vengono veicolate da “appestati” e che la immunodeficienza non c’entri nulla, fingiamo pure comodamente che possiamo vivere senza conseguenze tra tutte le forme di sfruttamento dell’ambiente e tra tutti i tipi di inquinamento compresi quelli elettromagnetici senza subirne nessuna conseguenza. Ma intanto che ci illudiamo guardiamo bene, la campana di vetro sotto la quale ci siamo rifugiati per “proteggerci” in realtà è una clessidra di cui noi e i nostri figli siamo la sabbia e che ormai è agli sgoccioli…
Let us delude ourselves, we also ignore reality, we also believe that viruses, cancer and all kinds of degenerative diseases are monsters born suddenly out of nowhere and come from who knows where, we also believe that they are conveyed by “plague” and that immunodeficiency does not it has nothing to do with it, we also conveniently pretend that we can live without consequences among all forms of exploitation of the environment and between all types of pollution including electromagnetic ones without suffering any consequences. But while we delude ourselves, let’s take a good look, the glass bell under which we took refuge to “protect ourselves” in reality is an hourglass of which we and our children are the sand and which is now running out …
Norberto Tedesco 16 maggio 2020
“No More Time” – Società (Society) – Tecnica Computer grafica – 70X100 – 2020
Usare le matrioske per un’opera e “modificando il decoro” con cui sono famose raccontare il “condizionamento” che subiamo dal momento stesso in cui veniamo concepiti fino a diventare a nostra volta “condizionatori”. L’opera è composta da 10 pezzi (ma si potrebbero aggiungere pezzi all’infinito, e potrebbe accadere) sui quali si “racconta” il condizionamento attraverso i colori, le immagini aggiunte e se vogliamo l’evoluzione del volto, i colori di base sono: bianco, azzurro, blu, verde chiaro, verde scuro, giallo scuro, giallo chiaro, rosso, rosa carne, viola e il nero con cui sono stati tracciati i disegni (quasi in modo prevalente fatta eccezione per i colori dei volti), i colori sono scelti in base al simbolismo dei tarocchi di Marsiglia ( da La via dei tarocchi di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa) e per la precisione secondo il suo schema circolare che “ corrisponde a una visione del mondo che consiste nel rappresentare la totalità non come un rettangolo bensì come un cerchio, universo in constante espansione nato da un punto centrale, il cerchio è attraversato da un orizzonte che, come nella Genesi, separa il cielo dalla terra..” semplificando il significato dei colori è il seguente; bianco purezza, azzurro ricettività spirituale, blu ricettività intuitiva / terrestre, verde chiaro natura celeste, verde scuro natura terrestre, giallo scuro ambito vitale della materia pura, giallo chiaro intelligenza, rosso attività, rosa carne ambito umano /vita cosciente, viola orizzonte /unione e confine tra azione / ricezione e cielo / terra, nero ciò che è nascosto / occulto / inconscio. Nel dettaglio dei pezzi la loro suddivisione, evoluzione e realizzazione anche in relazione al loro “scaturire l’uno dall’altro” è la seguente; il bianco viene rappresentato solo con il colore, è il più piccolo (nel simbolismo delle matrioske è chiamato “seme”) l’ho immaginato nell’atto della sua creazione divina, cosmica non creato come essere umano ma come forma di pura “energia cosmica”, puro non contaminato da nulla e potenzialmente “adatto” a qualsiasi evoluzione che il creatore ha trasmesso ad esso, – quello azzurro anche esso rappresentato solo con il colore, l’energia cosmica attraverso il concepimento diventa umana arrivando sulla terra “nell’utero” di una donna ma ancora non ha subito nessuna forma di condizionamento quindi ancora in contatto con il cosmo e pura, – quello blu “raccoglie” la sua umanità ricevendo dai genitori la “trasmissione” di un set di caratteri identitari che poi trasmetterà a qualcun altro, è in fase uterina ed è ancora solo amore e la sua natura cosmica è ancora presente e da esso “percepita” viene rappresentato con un cuore su di esso ad indicare il suo inizio del cammino nella sua forma umana appena “ricevuta”, – quello verde chiaro rappresenta essenza è ancora in contatto con la sua energia cosmica ma le “contaminazioni” umane anche attraverso il collegamento con la madre cominciano ad influenzarlo ed è per questo che al cuore si aggiungono gli occhi anche se ancora chiusi << e nel momento stesso in cui riceviamo il dono della vista diventiamo ciechi, perdiamo la capacità di rimanere in contatto con il cosmo e con il creato>>, – quello verde scuro rappresenta la nascita, la venuta al mondo la fuoriuscita dall’utero materno nel momento stesso in cui si nasce si riceve subito un “intero carico” di condizionamenti, questi condizionamenti vengono rappresentati graficamente con un volto il cui “colore” indica la razza di appartenenza, un accenno di albero pochi elementi che rappresenta la famiglia e le proprie “radici” in essa, il simbolo zodiacale (per “citarmi” visto che sono capricorno ho usato quello) il nostro segno zodiacale è l’ultima traccia che ci portiamo (inconsapevolmente) per la vita terrena con la nostra appartenenza cosmica, il simbolo dell’appartenenza religiosa ho usato quello del cristianesimo per due motivi è la più diffusa al mondo ed è quella del “gruppo etnico” in cui sono venuto al mondo, il simbolo dell’ateismo, la non appartenenza religiosa ha i suoi “rappresentanti” (che spesso anche considerandosi “atei” ripongono la loro intera fede e fiducia nella scienza, una “divinità” creata dall’uomo ma sempre una “divinità a cui si obbedisce”) anche se in minor numero dei religiosi, tutto ciò avviene per “discendenza” e non per scelte personali, e i simboli che rappresentano femmine e maschi il sesso con cui si viene al mondo è una “casualità” ma non è casualità tutto quello che si potrà o non potrà fare in base al sesso di “appartenenza”, << Cit: Le donne vivono disperse in mezzo agli uomini, legate ad alcuni uomini più strettamente che alle altre donne; e ciò per i vincoli creati dalla casa, dal lavoro, dagli interessi economici, dalla condizione sociale. – Simone de Beauvoir.>> – quello giallo scuro rappresenta l’infanzia nella sua rappresentazione grafica si evolvono i lineamenti del volto, l’albero cresce e si formano nuovi rami a rappresentare tutto l’impegno che la famiglia di appartenenza mette in modo conscio e inconscio a “trasmettere” la sua “storia” e i suoi “principi”, ai simboli già citati si aggiungono i simboli che rappresentano la scuola con essa il “raggio di condizionamento” si allarga altri “educatori” << la consuetudine che qualcuno ti fornisca una “patente” che certifichi i tuoi studi può in parte essere la “prova” della necessità di doversi adeguare al pensiero di chi la “patente” deve concedere? Chi dà valore a ciò che è giusto far sapere o no? Vengono trasmessi “preconcetti”, “concetti” o “conoscenza”? Era o no ai tempi del nazismo il Mein Kampf la “bibbia laica” su cui si costruiva e basava tutto il programma di insegnamento? >> si affiancano alla famiglia e ai religiosi, – quello giallo chiaro rappresenta l’adolescenza una “propria intelligenza” si affaccia provando a contrapporsi al “mondo” che ci circonda durante la crescita nella sua rappresentazione grafica il volto continua la sua evoluzione dei lineamenti, la crescita dell’albero continua nuovi rami si formano e si comincia ad infoltire la chioma sempre più la famiglia diventa “riferimento”, è anche se è il porto sicuro dove ci si può e deve rifugiare è il primo “ostacolo” alla totale e incondizionata libertà individuale si viene condizionati da ciò che la famiglia “è”, e su cosa penserà in merito alle proprie scelte di vita e di esistenza, ai simboli già citati si aggiungo i simboli che rappresentano “l’economia” i “soldi” cominciano ad avere la loro influenza si comincia a “conoscere” la “potenza” che deriva dal loro possesso, ricchezze personali e ricchezze dello “stato” a cui si appartiene diventano “riferimento” e “obbiettivo”, – quello rosso rappresenta la giovinezza avviati verso la “realizzazione di se stessi” si diventa “attivi” nel proprio cammino graficamente il volto conserva ancora le fattezze dell’adolescenza, la crescita dell’albero continua la chioma comincia ad essere sempre più ampia, ai simboli già citati si aggiungono quelli “politici” (ho usato quelli che più di altri condizionano e hanno condizionato l’Italia e i suoi abitanti) si comincia ad affacciarsi al mondo delle scelte di chi dovrà “guidarci e governarci”, e anche qui (e forse più qui che in altri ambiti) la scelta avviene più per “eredità” che per scelte personali, – quello rosa carne rappresenta la “maturità” “l’umanità cosciente” la fine del “condizionamento” attraverso le “istituzioni” la “formazione” è “compiuta”, graficamente il volto si evolve ancora comincia ad avere i segni del trucco, <<nel momento stesso in cui ci sentiamo adulti modifichiamo il nostro aspetto adeguandoci a standard estetici che appartengono al “gruppo etnico” in cui si è nati” e di fatto nascondiamo ciò che “siamo>>, l’albero continua a crescere si cominciano a vedere le radici, il tronco è sempre più ampio e la chioma sempre più folta ed “incombe” su tutto “l’essere” arrivando fino al volto, ai simboli già citati si aggiungono il simbolo del lavoro <<il “condizionamento” più deleterio per “l’essere” umano è la convinzione che senza un “lavoro” non si è nessun>>”, il simbolo dello stato essere possessori di una nazionalità ci spinge anche ad agire violentemente per la “difesa” della sovranità della nazione di appartenenza e ciò uccide senza speranza la fratellanza dell’umanità la creazione dei confini e delle bandiere ha segnato l’inizio della fine, e per ultimo il simbolo dei figli (coloro a cui trasferiremo la nostra eredità genetica ) si comincia a “guardare” al proprio “futuro” attraverso la “volontà” di costituire una famiglia, – quello viola rappresenta l’età adulta ormai si è “grandi” si diventa “educatori” si costituisce la propria famiglia e il proprio “nido” ormai diventati rami dell’albero convinti della propria “esistenza” si trasmette ai figli il proprio cognome la chiave di accesso alla genealogia della famiglia, si comincia ad essere elementi di “trasmissioni” ai propri “eredi” dei “valori” ricevuti durante la crescita anche se si continua a ricevere “condizionamenti” ma in forma “libera” attraverso i mezzi “informativi, culturali e di intrattenimento”, graficamente il volto ha completato la sua “evoluzione e crescita”, l’albero ha ormai riempito tutto lo spazio disponibile “dell’essere” fino ad arrivare al volto quasi fino ad imprimere tracce su di esso, le radici sono ben radicate e grandi e la chioma è folta, tutta la “storia familiare” ha pervaso tutto l’essere, ai simboli già citati si aggiungono il simbolo della catena (vicino a una delle radici) la famiglia e il suo carico influenza la propria esistenza anche attraverso le generazioni precedenti, il simbolo della pace malgrado i “condizionamenti” si ha sempre la possibilità di scegliere, il simbolo della morte la consapevolezza della “fine” sarà la paura che accompagnerà i propri pensieri fino alla fine <<Cit: “Comunque la sua esistenza, non c’era bisogno di dirlo, era legata al tempo, allo spazio e alla probabilità. Come quella di ogni persona a questo mondo. Perché noi esseri umani, finché viviamo, non possiamo liberarci da questa limitazione. Tutti, nessuno escluso, siamo per così dire circondati da solidi muri, è in questo modo che siamo fatti. Forse. – Murakami Haruki.>> malgrado le “appartenenze religiose” promettono una vita eterna alla fine della “vita” terrena, << ma solo con la “morte” si tornerà ad essere pura energia, tornando al cosmo e alla scintilla creativa e chissà cosa e per quale scopo ci porteremo dietro dalla vita terrena>> – a concludere la composizione narrativa la serie di matrioske è posta diagonalmente su una superfice riflettente volutamente non perfetta il cui bordo è composto da “ritagli”, lo “specchio” su cui si presentano è la visione che il “mondo” ha di ogni “vita” si vede il riflesso di ciò che si “è” di come ci si “presenta” al mondo, le apparenze e le appartenenze contano più dell’essere e sono il viatico che “guida” le esistenze.
Cit: “Ciascun individuo è il prodotto di due forze: La forza imitatrice – governata dal gruppo famigliare, che agisce proveniendo dal passato – e la forza creatrice – guidata dalla Coscienza universale e proveniente dal futuro. Quando i genitori limitano i loro figli obbligandoli ad accettare passivamente progetti, consegne (“sarai questo o quello”, “somiglierai a Tizio”, “ci obbedirai e diffonderai le nostre idee e convinzioni”), disubbidiscono ai progetti evolutivi del futuro e la famiglia cade vittima di ogni sorta di malattie fisiche e mentali. La Coscienza, fin dai primi istanti della sua individuazione nel feto, è prigioniera del conflitto tra creare e imitare. Se il bambino presenta pochi tratti psicologici ricalcati su genitori e avi, si può pensare che la Coscienza sia stata capace di vincere l’influenza dei modelli che le generazioni precedenti avrebbero voluto affibbiargli. Se al contrario il bambino diventa la copia dei genitori o dei nonni, la Coscienza è stata sconfitta. Le anime creatrici sono poche, mentre ci sono eserciti di anime imitatrici: Le prime devono imparare a comunicare e a seminare i propri valori, le seconde devono liberarsi dagli schemi e imparare a creare, vale a dire arrivare a essere se stesse e non quello che la famiglia, la società e la cultura vogliono. Il clan agisce come un organismo. Quando uno dei suoi membri sperimenta un cambiamento, è tutto l’insieme a reagire, in modo positivo o negativo.. Alejandro Jodorowsky – Marianne Costa”
Storia della matrioska:
Cos’è una matrioska e qual è il suo significato
La matrioska (o matriosca) non ha bisogno di presentazioni. Chi non ne ha mai vista una? I tipici souvenir russi raffiguranti bambine o donne paffute sono diventate il simbolo del vastissimo stato dell’Europa dell’Est. La caratteristica principale di queste bamboline di legno è quella di contenere al proprio interno altre di dimensioni diverse, fino ad arrivare alla più piccola, chiamata “seme”. Ogni pezzo, inoltre, è diviso a metà, in modo tale da aprirsi e contenere il pezzo di taglia più piccola. Ma quale è il loro significato simbolico?
Matrioska (o matriosca): simbologia e significato
L’origine è incerta: si dice che il primo a fabbricare la Matrioska sia stata Savva Mamontov nel XIXsecolo. Ricchissimo industriale, appassionato d’arte, nonché mecenate, egli riunì una serie di artisti specializzati in arte tradizionale e contadina con l’intento di dare una scossa considerevole a questo genere artistico, aiutato anche da suo fratello Anatolij. Altre fonti, invece, sostengono che queste curiose bambole di legno abbiano origine dalla cultura cinese, in riferimento alle scatole cinesi appunto, anch’esse di grandezza crescente inserite le une all’interno delle altre. Invece altri ancora sostengono che il primo a costruirle sia stato un monaco russo.
Al di là della loro vera origine, le matrioske sono portatrici di un significato ben preciso: bisogna sapere, infatti, che la parola in sé porta la radice latina di mater, ovvero madre. Proprio la madre costituisce il fulcro simbolico di queste graziose statuette. Il fatto che queste siano contenute reciprocamente in una matrioska più grande equivale a rendere l’idea del grembo materno che porta in sé un corpo più piccolo. Le matrioske, dunque, possono essere assunte a modello di generazione, in cui la maternità e la fertilità sono le caratteristiche primarie e indispensabili per la loro esistenza. La famiglia potrebbe essere un’altra componente simbolica e lo dimostra il fatto che la statuetta più grande è chiamata madre, mentre quella più piccola è chiamata seme. Ecco che anche qui la figura di colei che genera è centrale. D’altronde anche la loro corporeità fa pensare a quelle antiche sculture del paleolitico o ai giocattoli cinesi, giapponesi e indiani.
Potenzialmente, la matrioska può contenere al suo interno infinite altre matrioske, come può essere contenuta all’interno di altre infinite volte. E’ il simbolo della capacità della vita che non ha limiti, ma anche del Principio e della Fine, dell’Uno e del Molteplice. Dal Macro al Micro, si potrebbe pensare addirittura che questi piccoli simulacri di legno siano per estensione il simbolo dell’Universo.
Infine, anche il materiale di cui è fatta una matriosca non è casuale: il legno è duro da scalfire, durevole nel tempo, resistente, ma anche continuamente rinnovabile, come rinnovabile sono l’amore e la creazione. Anche il tipo di legno non è lasciato al caso: generalmente il tiglio e la betulla vengono utilizzati in maniera preponderante. Il primo è simbolo di fertilità e femminilità, mentre il secondo in Russia rappresenta fortuna e longevità.